? Identificata un’altra varietà di olivo resistente alla Xylella - Heos.it Rivista scienze politica cultura salute

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Terremoti: innovativo

intonaco “armato”

made in Italy raddoppia

la resistenza degli edifici

 enea fibrenet tecno antisisma

23.01 - Una struttura tipica dell’edilizia dei centri storici dell’Appenino ha resistito a terremoti di intensità più che raddoppiata rispetto al sisma più violento che ha colpito il centro Italia nel 2016. 


Lavori in corso

per la "navetta molecolare

terapeutica" che raggiunge

e ripara il cuore

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19.01.18 - Inalazione di nanoparticelle ‘caricate’ con farmaci capaci di arrivare rapidamente al cuore. E' la nuova tecnica non invasiva per il trattamento dei disturbi cardiovascolari.

 Identificata un’altra varietà

di olivo resistente alla Xylella

18.04.17 - Rilevati fenomeni di resistenza alla Xylella nella varietà di olivo ‘Favolosa’. La scoperta è stata fatta da un gruppo di ricercatori dell'Istituto per la protezione sostenibile delle piante del Cnr, assieme a colleghi dell'Università di Bari e del Centro di ricerca Basile Caramia. Si aprono nuovi scenari nella ricerca di soluzioni all’emergenza fitosanitaria che affligge da qualche anno l'olivicoltura pugliese.

L'epidemia di Xylella fastidiosa che affligge da qualche anno l'olivicoltura pugliese ha ormai varcato i confini della provincia di Lecce, interessando anche parte delle provincie di Brindisi e Taranto. Si tratta di un territorio che ospita circa venti milioni di ulivi, una parte non trascurabile dei quali ormai gravemente compromessa. Una situazione preoccupante a cui la scienza è chiamata a cercare soluzioni: la stima di Coldiretti Puglia è di un danno di oltre un miliardo di euro.

In questo quadro si inserisce uno studio sulla resistenza al batterio di alcune cultivar di olivo (ossia varietà di piante coltivate, ottenute con il miglioramento genetico), portato avanti dai ricercatori dell'Istituto per la protezione sostenibile delle piante del Consiglio nazionale delle ricerche (Ipsp-Cnr) assieme a colleghi dell'Università di Bari e del Centro di ricerca Basile Caramia, che oltre a confermare i fenomeni di resistenza già descritti nella varietà di olivo ‘Leccino’ riporta per la prima volta, con risultati che i ricercatori definiscono “sorprendenti”, tratti di resistenza anche nella cultivar FS-17 (all’estero nota come ‘Favolosa’). Si tratta di una selezione di semenzali della cv (cultivar) Frantoio ottenuta dal prof. Giuseppe Fontanazza e brevettata dall'Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo del Cnr (Isafom-Cnr).

La scoperta segue quella della resistenza della cultivar ‘Leccino’ per la quale lo stesso team aveva pubblicato a giugno dello scorso anno un’analisi di trascrittomica sulla rivista internazionale BMC Genomics. Nei giorni scorsi l'Efsa, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, consulente scientifico della Commissione Europea, ha pubblicato un rapporto in cui si conferma che il ‘Leccino’ e la cultivar FS-17 sono tolleranti alla Xylella.

La ricerca di fonti di resistenza in olivo è uno dei principali obiettivi perseguiti dai due Progetti del Programma H2020 finanziati dall'Unione Europea: Pest Organisms Threatening Europe (POnTE) e Xylella fastidiosa Active Containment Through a Multidisciplinary-Oriented Research Strategy (Xf-Actors) entrambi coordinati dall’Ipsp-Cnr.

“Questa scoperta”, dichiara il presidente del Cnr Massimo Inguscio, “rafforza le speranze di salvare l'olivicoltura, ora gravemente minacciata, nelle aree interessate dal batterio, ed è l'ulteriore dimostrazione del contributo che il Cnr, impegnato in prima linea sin dalla prima identificazione del patogeno, sta dando alla ricerca di soluzioni concrete e di grande impatto sull'economia, sull'occupazione, e sulla salvaguardia del territorio”.

“Sono attualmente già circa 300 le cultivar di olivo in sperimentazione, numero non esaustivo ma certamente significativo rispetto all'ampiezza del germoplasma olivicolo mediterraneo”, evidenzia Francesco Loreto, direttore del Dipartimento di scienze bio-agroalimentari del Cnr. “È una ricerca su cui sono concentrate le attenzioni, e le speranze, non solo degli olivicoltori Italiani e di tutti i paesi olivicoli del Mediterraneo, ma anche di Nord Africa, Sud Africa, fino alle lontane Argentina, Cile ed Australia”.

L’importante risultato è anche frutto della stretta collaborazione tra i ricercatori e le realtà produttive del territorio, quali aziende olivicolo-olearie, cooperative agricole e organizzazioni provinciali e nazionali dei produttori. “Nelle prossime settimane verrà organizzata una conferenza stampa con le istituzioni”, ha annunciato Loreto, “per fornire i dettagli circa la ricerca e le prospettive delle sperimentazioni in corso e per comunicare le iniziative intraprese, in accordo con i licenziatari, al fine di favorire e controllare la diffusione delle cultivar di olivo tolleranti, aiutando un settore e una regione già fortemente penalizzati dall'epidemia”. (red)

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