Nell’Appennino tosco romagnolo
Dozza, colorato fuso medievale
circondato da vigneti
 
 
Foto aerea di Dozza con la sua peculiare forma a “fuso”
 
A  25 chilometri da Bologna e a meno di 6 da Imola, circondata da dolci colline coltivate a vite, si incontra Dozza, in antico Ducia, parola latina alto medioevale legata alla presenza di condotte per la raccolta dell’acqua, un tempo scarseggiante in queste zone.
 
Il comune di Dozza, circa 6.000 abitanti in provincia di Bologna è composto da due paesi: Toscanella  circa 5.000 abitanti e Dozza poco più di mille abitanti. Il capoluogo è detto anche “Dozza imolese” per distinguerlo dall'omonima borgata di Bologna. È considerato uno dei più caratteristici borghi medievali dell'Appennino tosco-romagnolo, sia per lo stato di conservazione sia per il paesaggio nel quale è immerso. È stato tra i primi trenta Comuni italiani a fregiarsi del marchio Borghi più Belli d’Italia. Il Borgo di Dozza, documentato come Castrum Dutie nel 1126, conserva intatto il proprio impianto medievale, caratterizzato dalla particolare forma allungata “a fuso”.
 
 L’accesso all’abitato è presidiato dalle arcigne costruzioni difensive del Rivellino e della Rocchetta (1250); da qui dipartono le due antiche vie del Borgo (la Contragrande e la Contracina, oggi rispettivamente via XX Settembre e via De Amicis) che risalgono verso la sommità del colle dove campeggia la Rocca Sforzesca.
 
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