La Ghirlanda fiorentina

e la morte di Giovanni Gentile

di Luciano Mecacci

Adelphi 2014 pp 520    € 25,00

 

 

L'assassinio di Giovanni Gentile in quel freddo aprile del 1944 rimane un cold case diverso da tutti gli altri che la straordinaria indagine di Luciano Mecacci, condotta anche su importanti documenti inediti, riapre in modo clamoroso. Mecacci,  ricostruisce frammento per frammento una vicenda enigmatica che porta a una verità che si discosta dalle versioni correnti.

L'autore esamina in maniera accurata il clima storico e culturale che condusse all’omicidio dell’ex direttore della Scuola Normale, trovando delle difformità nelle effettive dinamiche dei fatti e nella supposta individuazione dei veri mandanti.

Un’inchiesta politico-investigativa che permetterà all’autore di far quadrare le tessere di un puzzle complesso e nebuloso, dimostrando quanto sia possibile imputare la morte del filosofo a “una concatenazione di decisioni strategiche”, attribuibili a una serie di attori coprotagonisti che si estendono dal Partito Comunista, al mondo della cultura italiana, fino ai servizi segreti britannici, che in questo modo vollero eliminare non solo il passato, ma anche il futuro che Gentile, come influente uomo politico e di cultura, avrebbe potuto avere.

Al centro di tutto, il meglio dell'intellighenzia italiana di allora: Cesare Luporini, Eugenio Garin, Antonio Banfi, Mario Manlio Rossi, Guido Calogero, Ranuccio Bianchi Bandinelli, Concetto Marchesi. E, ai margini del quadro, personaggi come Bernard Berenson e Igor Markevitch. O altri ancora che negli anni avremmo imparato a conoscere meglio, come Licio Gelli.

L’autore. Luciano Mecacci, ricercatore dell’Istituto di Psicologia del CNR di Roma, ha insegnato alla Sapienza di Roma e all’Università di Firenze. Dal 1991 al 1996 è stato consulente dell’Onu all’Istituto Internazionale delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia di Roma. Nel 2009 ha lasciato l’insegnamento universitario per dedicarsi agli studi. La sua attività ha riguardato le basi fisiologiche dei processi mentali e la storia della psicologia, in particolare russa. Nei primi anni ’70 ha lavorato nell’Istituto di Psicologia di Mosca e, in seguito, nel Laboratorio di Neurofisiologia del CNR di Pisa e nel Laboratorio di Psicologia Sperimentale di Parigi. (Red)