? 2021/09/28/scienze/Etruschi, un popolo autoctono: non proveniva dall'Anatolia - Heos.it Rivista scienze politica cultura salute

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Lo studio è coordinato dall’università di Firenze I dati sono stati raccolti con la collaborazione dei cittadini
 
 
28.01.22 - Una particolare e rara farfalla è il simbolo delle conseguenze dei cambiamenti climatici. È la Erebia pandrose, di cui esiste una sola popolazione della sottospecie endemica appenninica sevoensis.
Il nostro Paese è il secondo partner più importante del Consorzio dopo la Germania
 
27.01.22 - Contributo europeo di oltre 550 milioni di euro dal nuovo programma quadro di ricerca Horizon Europe. EUROfusion coordinerà il programma di ricerca definito nella "Roadmap europea per l’energia da fusione". L’Italia, secondo partner più importante del Consorzio dopo la Germania, riceverà il 16% del contributo europeo, pari a circa 90 milioni di euro.

Lo studio sul Dna coordinato dalle Università di Firenze, Jena e Tubinga. Permane il mistero della loro lingua

Etruschi, un popolo autoctono:

non proveniva dall'Anatolia

 

Unifi San Germano Vetulonia

Veduta aerea di due tombe etrusche da San Germano di Vetulonia (Grosseto) del VI secolo e.v.;.i resti umani analizzati in questo studio provengono anche da questo sito. (Credits: Paolo Nannini)

 

unifi mappa scavi etruschi

Carta geografica della penisola italiana (a destra) e uno zoom che indica il massimo di estensione dei territori etruschi e la posizione e il numero di individui per ciascun sito archeologico analizzato in questo studio (Credits: Michelle O’ Reilly)

 

28.09.21 - Un nuovo studio sul Dna degli etruschi fornisce nuove prove sulla loro origine. Le analisi dimostrano che gli etruschi condividono il profilo genetico dei Latini della vicina Roma però gran parte del loro genoma deriva anche da antenati provenienti dalla steppa Eurasiatica durante l'età del bronzo. In altre parole non ci sono prove genetiche di un più recente movimento di popolazioni dall'Anatolia.

Un dibattito sulle loro origini è stato intenso e ha coinvolto storici illustri già dai tempi del greco Erodoto. Ora, un nuovo studio pubblicato su Science Advances coordinato dalle Università di Firenze, Jena e Tubinga e che ha coinvolto ricercatori provenienti da Italia (oltre all’ateneo fiorentino, Università di Siena, Università di Ferrara, Museo della Civiltà di Roma), Germania, Stati Uniti, Danimarca e Regno Unito, fa luce sull'origine e sull'eredità degli etruschi grazie all’analisi del genoma di 82 individui dell'Italia centrale e meridionale, vissuti tra l’800 p.e.v.. e il 1000 e.v..

I risultati confermano che gli etruschi, nonostante le loro espressioni culturali uniche, erano strettamente imparentati con i loro vicini italici e rivelano importanti trasformazioni genetiche associate a successivi eventi storici.

Un fenomeno intrigante. Sebbene gli archeologi ritengano che gli etruschi abbiano avuto un'origine locale ed alcune ricerche su DNA antico svolte in passato, abbiano anche suffragato questa ipotesi, solo con quest'ultimo studio - che ha indagato per la prima volta genomi completi - si sono potute dare risposte definitive sull’origine dell'antico popolo.

L'attuale studio mette insieme informazioni genomiche su un arco temporale di quasi 2.000 anni, in relazione a dodici siti archeologici. Evidenzia che non ci sono prove genetiche di un recente movimento di popolazioni dall'Anatolia. La ricerca dimostra invece che gli etruschi condividono il profilo genetico dei Latini della vicina Roma, nel contempo però gli studiosi evidenziano che gran parte del genoma degli etruschi deriva da antenati provenienti dalla steppa Eurasiatica nel periodo dell'età del bronzo.

Permane il mistero della lingua etrusca. Considerando che i gruppi legati alla steppa furono probabilmente responsabili della diffusione delle lingue indoeuropee, ora parlate in tutto il mondo da milioni di persone, la persistenza di una lingua etrusca non indoeuropea in Etruria è un fenomeno intrigante e ancora inspiegabile che richiederà un’ulteriore indagine archeologica, storica, linguistica e genetica.

«Questa persistenza linguistica, combinata con un ricambio genetico, sfida la tesi che i geni siano uguali alle lingue - afferma David Caramelli, docente di Antropologia all'Università di Firenze - e suggerisce uno scenario più complesso che potrebbe aver coinvolto l'assimilazione dei primi popoli italici da parte della comunità linguistica etrusca, forse durante un periodo prolungato di mescolanza nel secondo millennio a.C.».

Periodi di cambiamento. A cavallo tra l'età del ferro e il periodo di Roma repubblicana, il patrimonio genetico etrusco è rimasto lo stesso per almeno 800 anni. Lo studio rileva, tuttavia, che durante il successivo periodo imperiale romano, l'Italia centrale ha subito un cambiamento genetico su larga scala, derivante dalla commistione con le popolazioni del Mediterraneo orientale, che probabilmente includevano schiavi e soldati trasferiti attraverso l'Impero Romano.

Guardando al più recente Alto Medioevo, i ricercatori hanno invece identificato antenati dell'Europa settentrionale che si sono diffusi in tutta la penisola italiana in seguito al crollo dell'Impero Romano d'Occidente. Questi risultati suggeriscono che i migranti germanici, compresi individui associati al Regno Longobardo di nuova costituzione, potrebbero aver lasciato un impatto rintracciabile sul paesaggio genetico dell'Italia centrale. Nelle regioni della Toscana, del Lazio e della Basilicata c’è continuità nel patrimonio genetico della popolazione tra l'Alto Medioevo e oggi. Questo dato lascia intendere che il principale pool genetico delle persone attuali dell'Italia centrale e meridionale si sia in gran parte formato almeno mille anni fa.

Sebbene sia necessario ottenere ulteriori dati di DNA antico da tutta Italia per supportare questa ipotesi, i cambiamenti di discendenza in Toscana e nel Lazio settentrionale simili a quelli riportati per la città di Roma e i suoi dintorni,  suggeriscono che gli eventi storici durante il primo millennio e.v. abbiano avuto un impatto importante sulle trasformazioni genetiche in gran parte della penisola italiana. (Red.)


Vedi
The origin and legacy of the Etruscans through a 2000-year archeogenomic time transect
https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.abi7673 
www.unifi.it 

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