Destinazione Mercurio:

c'è l'Italia in viaggio

con la sonda BepiColombo

 

esa BepiColombo liftoff

La partenza del lanciatore Ariane 5 questa mattina alle 03.45 dalla base europea di Kourou nella Guyana francese (foto esa.int)

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Separazione dal lanciatore da BepiColombo (foto esa.int)

 

20.10 - La missione BepiColombo con destinazione Marcurio è partita con grande puntualità dalla base europea di Kourou alle 03,45 italiane di questa mattina. Il lanciatore Ariane 5 - il più potente dell'Agenza spaziale europea (Esa) - ha portato il veicolo che racchiude come in una matrioska i quattro moduli che costituiscono Bepi Colombo nella posizione orbitale che gli permetterà di prendere la direzione corretta per iniziare il viaggio verso Mercurio.

È la prima missione europea al pianeta più interno del Sistema Solare e la terza in assoluto, dopo le missioni della NASA Mariner 10 del 1973 e MESSENGER del 2004. È classificata come “pietra miliare” del programma scientifico dell’Agenzia Spaziale Europea.

BepiColombo è frutto di una collaborazione tra l’ESA e la JAXA (Agenzia Spaziale Giapponese). La prima ha sviluppato il modulo MPO (Mercury Planetary Orbiter), la seconda il modulo MMO (Mercury Magnetospheric Orbiter, recentemente ribattezzato “Mio” dalla JAXA).

Entrambe le sonde saranno immesse in orbita attorno a Mercurio tra circa 7 anni, grazie a una serie di passaggi ravvicinati della Terra, di Venere e dello stesso Mercurio. Con i suoi sofisticati strumenti di bordo, la missione si propone di studiare il pianeta con un dettaglio senza precedenti (struttura interna, litosfera, composizione chimica) e l’ambiente circostante (vento solare e campo magnetico).

Dall’analisi della struttura interna verranno acquisite informazioni sulla nube primordiale da cui è nato il sistema solare e sull’evoluzione del pianeta fin dalla sua formazione 4,6 miliardi di anni fa. Informazioni utili arriveranno anche per lo studio degli esopianeti, molti dei quali orbitano attorno alla stella ospite a una distanza simile a quella Sole-Mercurio. Infine, la misura del campo di gravità aiuterà a comprendere l’evoluzione geologica del pianeta.

Quattro degli undici strumenti scientifici della sonda ESA sono italiani. Tra questi, il Mercury Orbiter Radioscience Experiment (MORE) è guidato da Luciano Iess, del Dipartimento di ingegneria meccanica e aerospaziale dell'università Sapienza di Roma, coadiuvato da un team internazionale di scienziati e ingegneri. In Italia, collaborano le Università di Pisa e Bologna e l’Osservatorio Astronomico d’Abruzzo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. “La missione BepiColombo – dichiara Iess – porta l’Europa alla guida dell’esplorazione scientifica di Mercurio, uno degli oggetti più affascinanti del sistema solare”.

MORE si avvale di due elementi essenziali: il KaT (Ka-band Transponder), finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e realizzato da Thales Alenia Space Italy, e le due grandi antenne di terra ubicate nel deserto della California e a Malargue in Argentina.

Scambiando segnali radio tra l’antenna di terra e il KaT, sarà possibile misurare la distanza della sonda con precisione di pochi centimetri e la sua velocità a livello di alcuni millesimi di millimetro al secondo, permettendo di determinare con altissima precisione la gravità e l’orbita di Mercurio. Un altro strumento italiano, l’Italian Spring Accelerometer (ISA), renderà più precisi i risultati di MORE, grazie alla misura di tutte le forze, diverse dalla gravità, che agiscono sulla sonda.

Fra gli obiettivi scientifici di MORE – spiega Luciano Iess – non vi è solo la determinazione della struttura interna di Mercurio con misure di precisione della gravità del pianeta, ma anche la ricerca di violazioni della teoria della relatività generale di Einstein attraverso la ricostruzione a livello di qualche decina di centimetri dell’orbita di Mercurio”.

Mercurio infatti si trova in una zona del Sistema Solare tale che la curvatura dello spazio-tempo prodotta dal Sole, e prevista dalla teoria di Einstein, è più accentuata. Tale curvatura produce “anomalie” nell’orbita del pianeta, misurate fin dal XIX secolo e spiegate solo nel 1915 dalla teoria della relatività generale, costituendone la prima prova sperimentale.

Grazie a MORE - conclude Iess - la determinazione dell’orbita di Mercurio sarà molto più accurata e consentirà di verificare a un livello di precisione mai raggiunto finora se la teoria della relatività generale rimane una teoria valida della gravità. Un ultimo obiettivo di MORE è la prova di un nuovo e avanzato sistema di navigazione spaziale”.

esa bepi colmbo

Giuseppe "Bepi" Colombo

La missione BepiColombo è dedicata a Giuseppe Colombo, detto Bepi (1920 – 1984), eminente matematico, fisico, astronomo e ingegnere padovano, nonché rinomato professore dell'Università di Padova; fu insignito della medaglia d'oro dalla NASA per l'importanza dei suoi studi nel campo della ricerca spaziale. Per l'Europa è una sfida spaziale di 2 miliardi di euro. (red.)

Vedi

www.uniroma1.it

www.esa.int