Papa Francesco e la realpolitik:

decisionismo e trasparenza

con tutti,  Cina a parte  

 
Una cosa è mettere a pane e acqua i pedofili e i ladri che si annidano nelle strutture della chiesa altra questione andare contro il vento della Cina.  E così papa Francesco ha curvato la schiena sotto le pressioni di Pechino che gli ha imposto di rifiutare l'incontro con il Dalai Lama, autorità spirituale del buddhismo tibetano arrivato nei giorni scorsi a Roma per il  Summit dei Nobel per la Pace.
 
Il  Vaticano con questa sua realpolitik spera di riuscire a sbloccare la “questione” cinese che riguarda la libertà religiosa ed il ruolo di preti e vescovi “clandestini”, ma anche la proprietà di migliaia di immobili confiscati dal governo comunista di Pechino subito dopo la presa del potere nel 1949. Però i cinesi che hanno una civiltà millenaria nata molto prima del Cristianesimo, da sempre mostrano di rispettare chi ha il coraggio di opporsi, non chi si allinea con il retropensiero. (Heos.it)