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Trovato il Freon-40 nello spazio

ma non è un indicatore di vita  

 

eso freon40

 Immagine artistica della presenza di Freon-40 nello spazio (foto eso.org)

 

 03.10.17 - Scoperta la presenza del composto organoalogenato Freon-40 nel gas che circonda una stella neonata e vicino a una cometa. I composti organoalogenati vengono formati da processi organici sulla Terra, ma questa è la prima volta in cui si osservano nello spazio interstellare. Tutto questo suggerisce che i composti organoalogenati possano essere indicatori della presenza di vita meno sicuri di quanto si sperasse, ma potrebbero comunque rappresentare una componente significativa della materia da cui si formano i pianeti. Nello studio - pubblicato dalla rivsita Nature Astronomy -  si sottolinea la difficoltà di trovare molecole che possano indicare la presenza di vita al di fuori della Terra.

La scoperta è stata fatta usando i dati catturati da ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array)  in Cile e dallo strumento ROSINA sulla missione Rosetta dell'ESA. Le tracce del composto chimico Freon-40 (CH3Cl), noto anche come metilcloruro o clorometano, sono state rilevate intorno alla stella neonata IRAS 16293-2422 (nella regione di formazione stellare Rho Ophiuchi), a circa 400 anni luce da noi, e intorno alla famosa cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko (67P/C-G) nel nostro Sistema Solare. La nuova osservazione di ALMA è la prima scoperta di un composto organoalogenato nello spazio interstellare.

I composti organoalogenati sono formati da alogeni, come cloro e fluoro, legati con atomi di carbonio e a volte altri elementi. Sulla Terra, questi composti vengono creati da processi biologici - negli organismi che vanno dagli esseri umani ai funghi - ma anche da processi industriali come la produzione di coloranti e medicinali. Il Freon tra l'altro è stato ampiamente utilizzato come refrigerante (da cui il nome), ma da alcuni anni è stato vietato perché ha un effetto distruttivo sullo strato protettivo di ozono che circonda la Terra.

La nuova scoperta di uno di questi composti, il Freon-40, in zone che dovrebbero precedere l'origine della vita, potrebbe essere considerata con disappunto, poichè ricerche passate avevano suggerito che queste molecole potessero indicare la presenza della vita.

La ricerca degli esopianeti è andata al di là della semplice individuazione dei pianeti - ne sono noti ora più di 3.000 - e si spinge fino alla ricerca dei marcatori chimici che potrebbero indicare la presenza di vita. Un passo importante è determinare quali molecole possano essere utilizzate a questo scopo, ma stabilire un marcatore affidabile rimane un processo delicato.

Ciò suggerisce che gli scienziati potrebbero aver preso la cosa al contrario: invece che indicare la presenza di vita esistente, i composti organoalogenati potrebbero essere un elemento importante nella chimica, ancora poco compresa, alla base dell'origine della vita.

Gli astronomi hanno anche confrontato le quantità relative di Freon-40 che contengono diversi isotopi di carbonio nel sistema stellare giovane e nella cometa - e hanno trovato abbondanze simili. Ciò supporta l'idea che un sistema planetario giovane possa ereditare la composizione chimica della nube da cui si è formato e apre la possibilità che i composti organoalogenati arrivino sui giovani sistemi planetari durante la formazione dei pianeti o per mezzo degli impatti cometari. (red)

Vedi www.eso.org 

 

 

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