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 Fusione nucleare, presentato

il supermagnete made in Italy

più hi-tech al mondo

  

20.05.17 - Presentato ufficialmente ieri il componente per la fusione nucleare più tecnologico al mondo, un gigantesco magnete superconduttore realizzato in Italia, grazie alla collaborazione tra industria nazionale hi-tech e ricerca con l’ENEA. Ad ospitare l’evento lo stabilimento di La Spezia dell’azienda italiana ASG Superconductors (famiglia Malacalza) dove vengono realizzati questi supermagneti, che prima della riconversione hi-tech di forza lavoro e macchinari produceva lavatrici.

“Il grande successo dell’industria e della ricerca italiana nel campo della fusione – ha sottolineato il presidente dell’ENEA Federico Testa - dimostra come il sistema Paese sia competitivo a livello mondiale in un settore fortemente high-tech, che negli ultimi 20 anni ha prodotto 50 brevetti con importanti ricadute scientifiche, economiche e occupazionali. Infatti, le imprese interessate sono circa 500 e i contratti vinti negli ultimi anni ammontano a circa 1 miliardo di euro, quasi il 60% del valore delle commesse europee per la produzione della componentistica ad alta tecnologia relativa ai progetti in questo settore”.

Il grande magnete superconduttore, noto anche come bobina toroidale, costituirà il ‘cuore’ del reattore sperimentale ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor), attualmente in costruzione a Cadarache in Francia, che ha lo scopo di dimostrare la fattibilità di riprodurre sulla Terra la reazione che alimenta il Sole e le stelle per ottenere un’energia inesauribile, sicura e pulita. ITER funzionerà con 18 bobine toroidali: l’Europa ne fabbricherà 10 (inclusa una di ricambio), tutte made in Italy prodotte nello stabilimento spezzino di ASG Superconductors. Il Giappone fornirà le restanti 9.

La tecnologia e i partner coinvolti

La gigantesca bobina a forma di “D” è costituita da circa 5 km di cavi superconduttori, misura 13 metri in altezza (rispetto al suo posizionamento nel reattore) per 9 m di ampiezza e pesa oltre 300 tonnellate, quasi quanto l’aereo più grande al mondo. Lo sviluppo dei cavi superconduttori, del valore di circa 17 milioni di euro per singola bobina, ha visto il coinvolgimento dell’ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, nel ruolo di coordinatore del consorzio ICAS del quale fanno parte anche le aziende italiane CRIOTEC Impianti S.r.l., esperta nella realizzazione di componenti operanti alle bassissime temperature, e Tratos Cavi SpA, leader internazionale nella produzione di cavi elettrici, elettronici e a fibre ottiche.

Il consorzio, basato sul know-how ENEA in materia superconduttività, è nato a fine 2010 a seguito dell’aggiudicazione della gara di appalto per la fornitura dei cavi superconduttori per i magneti necessari al confinamento del plasma in ITER. L’altra azienda italiana SIMIC SpA ha partecipato alla produzione di 35 piastre radiali del magnete, le strutture metalliche contenenti il conduttore isolato nelle loro scanalature prima che queste stesse strutture siano saldate a laser, nastrate con materiale isolante e impregnate.

Le superbobine dovranno creare uno ‘contenitore’ magnetico a forma di ciambella, in grado di intrappolare e compattare il plasma incandescente alla temperatura record di 150 milioni di gradi centigradi, tenendolo lontano dalle pareti del serbatoio di ITER. L’insieme delle 18 bobine è in grado di generare un campo magnetico di 11,8 Tesla, circa 1 milione di volte più potente del campo magnetico della Terra.

Fusion for Energy (F4E), l’organizzazione Ue incaricata di sostenere il programma ITER per la parte europea, ha firmato con l’industria italiana dal 2008 contratti del valore di circa 900 milioni per attività di ricerca e sviluppo e produzione di vari componenti. (red)


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