Mediaset, la Cassazione conferma: 
per Berlusconi interdizione 
dai pubblici uffici per due anni
 
18.03 - La Corte di Cassazione ha definitivamente confermato la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici per due anni nei confronti di Silvio Berlusconi nel processo Mediaset. L'ex premier era già stato condannato con sentenza irrevocabile per frode fiscale alla pena principale di 4 anni di reclusione (tre coperti da indulto). Bersluconi non può candidarsi alle prossime elezioni europee, come aveva annunciato lo scorso 14 marzo. 
 
Si chiude un caso giudiziario lungo 13 anni. I supremi giudici della Terza sezione penale, dopo cinque ore di camera di consiglio, hanno dichiarato “irrilevanti” le questioni di incostituzionalità delle norme tributarie sollevate dalla difesa del Cavaliere e hanno “rigettato” nel resto il ricorso contro la sentenza emessa dalla Corte d’appello di Milano il 19 ottobre 2013. Quel verdetto aveva ridotto a 2 anni l’originaria interdizione dai pubblici uffici pari a 5 anni.
La corte ha quindi accolto le richieste del procuratore generale della Corte di cassazione, Aldo Policastro, che aveva chiesto la conferma dei due anni di interdizione, comminati lo scorso ottobre dalla Corte di Appello di Milano dopo il “ricalcolo” ordinato nell’agosto scorso dalla stessa Corte suprema.
 
Alle prossime elezioni europee Forza Italia rischia di sparire come partito. E se al  Senato si votasse per intrododurre le preferenze Berlusconi si troverebbe semze potere politico in quanto non potrebbe più nominare persone di sua fiducia (di solito sono avvocati, laureati in giurisprudenza, giornalisti) allo scranno di deputato o senatore. Berlusconi e il suo partito Forza Italia possono essere salvati ancora una  volta solo dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e dai gruppi di potere economico e burocratico che tengono in ostaggio  l'Italia da vent'anni. (upiv)
 
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