La Riserva naturale Gola del Furlo
e il tartufo bianco di Acqualagna
 
 

Verso la gola del Furlo
 
 
La gola o passo del Furlo è una spaccatura situata lungo il tracciato originario della via Flaminia, nel tratto in cui la strada costeggia il fiume Candigliano affluente del Metauro nel comune di Fermignano (provincia di Pesaro-Urbino). 
La forra si è formata tra il monte Pietralata (889 m) e il monte Paganuccio (976 m), grazie alla forza erosiva del fiume Candigliano. Nel corso di milioni di anni ha raggiunto una notevole profondità, oggi non è più visibile a seguito della diga, costruita nel 1922, che ha ridotto l’originario  tumultuoso  corso d’acqua a un tranquillo lago. Nel 2001 tutta l’area è diventata Riserva naturale statale Gola del Furlo.
 
Agli inizi …
I romani conquistarono il Furlo  senza difficoltà nel 295 p.e.v. (prima dell’era volgare), dopo aver sbaragliato la debole resistenza delle popolazioni locali. Il luogo divenne un passo molto transitato tanto che Flavio Vespasiano vi fece scavare una nuova galleria tuttora aperta al traffico nel punto più stretto della gola che fu chiamata “petra pertusa” o “forulum” (piccolo foro), da cui si ebbe “Furlo”. Accanto a questa galleria si trova un varco più antico,  di epoca etrusca, lungo 8 m, largo 3,30 m e alto 4,45 m. Al disopra dell'ingresso nord-orientale è ancora visibile l’iscrizione che stabilisce il compimento dell’opera tra il 76 e il 77 e.v. (era volgare). La galleria è lunga 38,30 m, larga al punto massimo 5,47 m, alta 5,95 m. Fu scavata nel calcare compatto mediante scalpello, di cui si vedono i tagli a gradina, ed è senza rivestimento.
 
Articolo completo su Heos.it settimanale pdf in Abbonamento