Con il governo Renzi

avanti felici verso il baratro

 
 
Il governo Renzi da nessuno votato ormai si sta rivelando per quello che è: un'operazione di puro potere fatta con il preciso scopo di proteggere un groviglio di interessi particolaristici. Renzi in pratica è il "continuum" dei governi Berlusconi e di quella parte della società italiana che non vuole cambiamenti perché fa affari solo se lo Stato viene costretto all'impotenza da una metastasi burocratica fatta di leggi e regolamenti sfornati a getto continuo per opacizzare tutti il corpo sociale.
 
La parola d'ordine a suo tempo impartita all'insediamento di Renzi adesso si è appalesata: fingere di cambiare tutto o fare al massimo qualche ritocco insignificante.  Abbiamo già perso un altro anno con il debito pubblico che continua a salire vertiginosamente come il latte in ebollizione. Adesso è al 136%, quando sarà al 140 i titoli di Stato diventeranno spazzatura e con loro i nostri salari e pensioni. Come in Grecia, peggio della Grecia. Un paese con un capo di stato ultra novantenne da 60 anni in Parlamento non ha futuro. E' una questione di semplice aritmetica. 
 
Stiamo andando verso il precipizio con la tv di stato rassicurante spalleggiata dai grandi giornali in mano alla vecchia industria che in questo paese come organizzazione continua miseramente a fallire (come agli iniziz del XX secolo)  su tutti i  fronti, incapace di guardare il benessere delle future generazioni  e a formare una classe di veri imprenditori degni di questo nome.
 
Possibilità di invertire la rotta? Molto è legato anche al modo in cui si concluderà l'ultimo marciume scoperchiato dalla magistratura romana e che è già stato consegnato alla Storia come "Mafia Capitale" e che ha tenuto a battesimo il "fascimafioso". Se i protagonisti entro un anno usciranno dalla vicenda con patteggimenti di pochi mesi e quindi con la possibilità di rimettersi subito in circolo,  vuol dire che il sistema non ha ancora toccato il fondo. Il resto dell'Italia, però, sì.  (upiv)