Meteosat di terza generazione
 

Un supercomputer ci darà

previsioni del tempo più affidabil

 
 

Immagine artistica del satellite Meteosat di terza generazione    
 
 
 
Negli ultimi decenni le previsioni metereologiche hanno beneficiato in modo significativo delle immagini raccolte dai satelliti per l’osservazione terrestre (un esempio per tutti, Meteosat), che permettono ai meteorologi di esprimere previsioni basate sull’osservazione diretta dei fenomeni atmosferici, in aggiunta a sofisticati modelli previsionali.
 
Per comprendere a fondo i fenomeni atmosferici, come i temporali, nel momento stesso in cui si verificano, è fondamentale dotare i satelliti meteorologici di una capacità di calcolo adeguata ad interpretare in autonomia ciò che osservano, prima ancora di inviare le immagini acquisite a terra. Grazie a questa autonomia, possibile solo inviando nello spazio veri e propri supercomputer, le nuove generazioni di satelliti saranno in grado di dare indicazioni importanti in un tempo molto più ridotto, annunciando per esempio l’insorgere di fenomeni temporaleschi potenzialmente pericolosi non appena avvistati dallo spazio.
 
A questo riguardo, negli ultimi anni un team di ricercatori coordinato da Massimo Violante del Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico di Torino ha collaborato ad un progetto coordinato da Thales Alenia Space Italia (e composto, oltre che dal Politecnico, da Agenzia Spaziale Europea, Istituto Nazionale di Astrofisica, Università di Tor Vergata e Sanitas Eg) per la realizzazione di un supercomputer in grado di operare nello spazio, superando i limiti della tecnologia oggi impiegata nella maggior parte delle missioni spaziali.
 
 
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