Dati Eurostat 

Ricerca: cresce nell’Ue

L’Italia con il fiatone

Gli ultimi dati Eurostat sugli investimenti nelle attività di R&S nei 28 stati membri certificano che sono pari al 2,02% del Pil europeo. Un dato molto lontano dai livelli della Corea del Sud (4,04%), del Giappone (3,38%) e degli Stati Uniti (2,81%). Secondo l’Eurostat nel 2013 l’Ue ha investito 275 miliardi di euro in R&S, ossia solo lo 0,26% in più rispetto al 2004.  Anche Cina e Russia, si accodano all’Ue, spendendo rispettivamente l’1,98% e l’1,11% dei Pil nazionali. Nell’Ue sono le imprese a investire maggiormente in R&S (63%), seguite dal settore dell’istruzione superiore (23%), governo (12%) e no-profit (1%).
 
Guardando agli stati membri, i paesi del nord Europa superano la media comunitaria in termini di investimenti: la Finlandia spende il 3,32% del proprio Pil in ricerca, seguita da Svezia (3,21%), Danimarca (3,05%), Germania (2,94%) e Austria (2,81%). Dal lato opposto si collocano Bulgaria, Cipro, Croazia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Romania e Slovacchia, che spendono meno dell’1% in ricerca e sviluppo.
 
L’Italia, invece,  investe l’1,25% del Pil nazionale  in R&S (oltre 20 miliardi di euro), lo 0,2% in più rispetto al 2004. Gli investimenti provengono prevalentemente dalle imprese italiane (54%), seguite dal settore dell’istruzione superiore (28%), dal governo (15%) e no-profit (3%). Negli ultimi dieci anni la spesa delle aziende italiane (+6%) e del no-profit (+1%) in ricerca è cresciuta costantemente mentre il governo ha fatto il contrario (-3%) e  istruzione superiore (-5%).   (Red)
 
 http://epp.eurostat.ec.europa.eu/    
 
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