L'eruzione inattesa del monte Ontake 
ha beffato la tecnologia
 
 
 
Turisti in fuga dalla nube bollente sprigionatasi dall’improvvisa eruzione
del vulcano Ontake in Giappone  che ha provocato 53 vittime
 
 
 
 Il monte Ontake in Giappone il 27 settembre scorso ha eruttato improvvisamente uccidendo 53  persone. Eppure si tratta di un vulcanoben monitorato. Perché allora non è stato dato alcun allarme? L'eruzione del secondo vulcano più alto del Giappone (3.067 m.) situato a  210 km a ovest di Tokyo, ha colto gli scienziati alla sprovvista. Ciò potrebbe sembrare sorprendente per un paese tecnologicamente avanzato e abituato all'attività simica, specialmente considerando che il monte Ontake è tra i 47 vulcani attivi del Giappone, i quali sono tutti sorvegliati molto da vicino.
 
Potrebbe essere successo perché - come riferisce Scientific American - l'esplosione era probabilmente un'eruzione freatica, ovvero un'esplosione di vapore superficiale formata da acqua e calore che è quasi impossibile da prevedere. Nel corso di questa tipologia  di esplosione si possono aprire delle crepe senza preavviso, ma non vi è in effetti eruzione di magma, si tratta semplicemente di frammenti di vecchia roccia che vengono eliminati. Il precedente più “illustre” è stato l'incredibile botto causato nel 1883 dall'eruzione del Krakatoa in Indonesia - udito a migliaia di km di distanza - fu causato da un'eruzione freatica. 
 
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