Roma, 1979: la superspia riappare 
come traduttore alla Fao 
e lavora anche in Bnl e Banca d’Italia 
 
Cairncross ha ammesso di essere stato una spia sovietica nel 1951, dopo che l’MI5 aveva trovato documenti scottanti a Guy Burgess. Alcuni storici sostengono che abbia anche fornito informazioni sulle armi atomiche del Progetto Manhattan, per accelerare il programma nucleare sovietico. Tuttavia non è mai stato incriminato. Tanto che per decenni i servizi segreti non fecero mai trapelare un simile segreto all’opinione pubblica. L’ordine tassativo era coprire l’identità del “quinto uomo”, della “Cambridge Five”. Cairncross anche se conosceva Anthony Blunt a Cambridge e Guy Burgess al Foreign Office per i quali nutriva una forte antipatia personale, affermò sempre di non aver mai saputo che i due facessero il doppiogioco a favore dei russi. Stessa cosa disse anche dell’altra grande spia, Kim Philby, anche lui facente parte del gruppo “Cambridge Five”. 
 
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