Alle pendici del vulcano Arsia  alto il doppio dell'Everest
Marte, individuata un'oasi d’acqua 
di 200 milioni di anni fa
 
 
Nella foto il vulcano Arsia e l’area antistante che si titiene possa essere stata
un habitat ideale per la vita
(foto: NASA/Goddard Space Flight Center/Arizona State University/Brown University)
 
 
Attorno al monte Arsia, un gigantesco vulcano marziano alto il doppio dell'Everest, forse esistevano intere oasi di vita  in un tempo non molto lontano, circa 200 milioni di anni fa. Gli scienziati sono certi che esistevano laghi creati dallo scontro tra la lava eruttata dal vulcano Arsia e il grande ghiacciaio che lo ricopriva. Sono  arrivati a questi conclusione alcuni ricercatori  dell'Università Brown (Rhode Island, Usa) grazie ai dati attenuti dal satellite della Nasa, Mars Reconnaissance Orbiter (Mro).
 
 Il monte Arsia  con i suoi 16 mila metri di altezza è il terzo vulcano più alto del pianeta rosso e, secondo le nuove osservazioni, la sua attività eruttiva di 200 milioni di anni fa potrebbe aver innescato le condizioni adatte allo sviluppo di forme di vita. All'epoca la regione era coperta da ghiacciai e lo scontro tra lava e ghiaccio portò alla creazione di almeno due grandi laghi di acqua liquida, di 40 e 20 chilometri. In altre parole si tratta della più recente regione abitabile scoperta su Marte, mentre il sito dove è stato inviato il rover Curiosity avrebbe avuto condizioni favorevoli alla vita 2,5 miliardi di anni fa. L’area circostante il monte Arsia, se realmente avesse ospitato forme di vita, conserverebbe sicuramente testimonianze fossili che possono essere definite  recenti e quindi più facili da identificare. 
 
Se facciamo un confronto con la Terra si può notare che mentre 2,5 miliardi di anni fa erano presenti solo semplicissime forme di vita unicellulari,  all'epoca dei laghi del monte Arsia il nostro pianeta era già popolato organismi che esistono ancora oggi, dalle piante fino ai mammiferi. Le condizioni generali di Marte all'epoca dei laghi di Arsia però erano assai diverse da quelle della Terra tanto che, ipotizzano gli scienziati, l'acqua sarebbe scomparsa disperdendosi nello spazio, nel breve volgere di alcune centinaia di anni. Lo studio è pubblicato sulla rivista Icarus.   (Red)        
 
  Vedi  http://www.nasa.gov    http://www.brown.edu   
 
Regalati o regala un abbonamento a Heos.it