Domenica prossima un voto di frattura
per una nuova convivenza civile
 
L'Italia per ripartire ha bisogno di una profonda, completa e netta  frattura con il passato con il perdonismo, con il garantismo e tutti gli stupidi "ismi" e "ista" da imbroglioni d'intelletto e di portafoglio.  Da vent'anni ci sentiamo ripetere "faremo" , "provvedremo", "rilanceremo" ecc. ecc.. E nel frattempo sono passate le leggi più liberticide per la prosperità di un libero mercato come non si è mai visto in tutto il mondo occidentale. Con il risultato che oggi  tutto è relativo. Il falso in bliancio ad esempio è punito con un buffetto amministrativo; e dopo ci chiediamo come mai personaggi inquisiti e condannati nella tangentopoli di vent''anni fa ce li ritroviamo nuovamente a trescare, imbrogliare, arricchirsi e non pagare le tasse.
 
Che tutto cambi purché  nulla cambi ancora una volta, è il messaggio subliminale. Siamo dentro ad un mercato assistenzialista come nella ex Unione sovietica. Prosperano sono le aziende di stato o quelle psuedo liberiste che non falliscono solo perché i soldi arrivano grazie ai favori dei capobastone politico. Anche della cosìdetta grande stampa controllata da banche, assicurazioni, gruppi industriali non se ne può più. E lo stesso si deve dire per televisione pubblica scientificamente lottizzata tra i partiti che controllano rigidamente ogni tipo di informazione e di cui paghiamo pure il canone.  No grazie. Di tutto questo non ne vogliano più sapere. Ma devono essere i giovani a ribellarsi perché il futuro è loro. Però devono essere giovani nella testa, nelle sinapsi e neuoroni, non nella carta d'identità. Altrimenti continueranno a vivacchiare male, in un continuo presente, per ritrovarsi improssivamente vecchi e senza pensione.
 
Ecco perché c'è urgenza di una frattura completa e netta con il passato. Anche in Europa vanno ridisegnate le regole per avere, si badi bene, più Europa. Sarebbe un errore storico colossale abbandonare l'euro che va ricalibrato e tornare all'Europa delle piccole nazioni, premessa di una nuova guerra da 50 milioni di morti. Domenica prossima andiamo a votare per l'Europa ma il pensiero va alla situazione interna nostrana ed è qui in casa nostra che c'è bisogno urgente di rompere definitivamente con il passato se vogliano iniziare a costruire le basi di una nuova convivenza. Disfattismo? Magari lo fosse, purtroppo è prendere atto della realtà in cui vivamo ogni giorno. (upiv)