I due llusionisti
 
Nella grande stampa italiana (la cui proprietà come è noto da sempre è nelle mani di banchieri e industriali che guadagnano producendo beni diversi dai giornali e dai libri)  si continua a leggere che è arrivata la stagione del rinnovamento: più soldi in tasca ai cittadini (ma non a tutti) cura dimagrante per i partiti, burocrazia più snella. Purtroppo la realtà è quella dello scorrere di giorni, settimane, mesi, tutti uguali dove tutto sembra cambiare ma è sempre e solo apparenza condita da chiacchere prima in volgata meneghina e ora toscana.
 
E' una logica lineare. Con questo Pd controllato dal presidente del consiglio Matteo Renzi, venuto a patti con l'ex cavaliere  Silvio Berlusconi, condannato con sentenza definitiva per avazione fiscale, che paga e plasma un partito Forza italia (per altri Farsa italia) secondo i propri interessi e convenienze e votato da milioni di italiani (ancora per quanto tempo?),  non potranno mai arrivare cambiamenti di sostanza.
 
Il motivo è presto detto. Entrambi, Renzi  e Berlusconi, sono portatori di interessi economici che possono sopravivere solo in un ambiente dove non c'è competizione, dove tutto è opaco, dove nulla è definito;  dove non ci sono responsabilità personali a partire dai bilanci delle società per cui attualmente si possono anche falsificare senza temere di andare in carcere perché il reato è stato depenalizzato con una modifica di legge voluta proprio da Berlusconi. 
 
Da questi due esponenti non sentiremo mai parlare ad esempio della necessità di ridurre del 50% il costo della bolletta energetica entro 5 anni; di sostenere la ricerca nel settore delle fonti energetiche alternative con almeno 2  miliardi di euro di investimenti ogni anno per dieci anni; di strappare le regioni meridinali al controllo della criminalità organizzata; di far pagare le tasse al mondo delle slot machine che stanno rovinando decine di migliaia di famiglie con costi pesantissimi per l'erario.
 
Si dirà: e allora? Siamo già in tocchi. Si andrà avanti  fino al botto finale tipo Grecia. E il movimento di Grillo? A nostro avviso ha buone possibilità di scardinare il sistema ormai in metastasi che infetta tutto e tutti, aria inclusa. Poi, è il nostro auspicio, dovrà arrivare un nuovo partito, con uomini nuovi, rigorosamente laico ed europeista, per inseminare con un nuovo Risorgimento l'Italia e l'Unione Europea.
 
Nel frrattempo però dovranno cambiare e in fretta anche gli industriali (di cui si spera l'estinzione dei capitani coraggiosi a suo tempo presentati dall'ex cavaliere come degli premi Nobel quando si oppose alla vendita di Alitalia alla Francia). Capitani talmente coraggiosi che hanno fatto debiti su debiti con i soldi degli altri e che ovviamente dovremo pagare tutti noi. Industriali che sono anche loro fuori dalla storia. Basta frequentare i loro convegni o partecipare alle riunioni delle loro associazioni di cateoria in giro per l'Italia. Una disperazione per la pochezza di idee.
 
Infine i sindacati. Sulla necessità di vivere in un mondo del lavoro  codificato da diritti e doveri equi siamo tutti d'accordo. Però per loro (Cgil in particolare) è arrivato il momento di  abbandanare la visione ottocentesca della lotta di classe e considerare la compartecipazione agli utili aziendali con oneri ed onori, come accade in altre parti del mondo dove obiettivamente si sbarca il lunario in modo molto più decente rispetto al quello che accade nel nostro illusorio Bel Paese infarcito di effetti speciali. Parafrasando il grande allenatore di calcio, Vujadin Boskov ci viene da dire: meglio perdere 80 euro oggi in un colpo solo, che 80 euro al mese per i prossimi dieci anni come accadde nel 2001 con  l'aumento delle pensioni a 500 euro fatto dal governo Berlusconi. (upiv)
 
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