? Heos.it Rivista scienze politica cultura salute - 2019/01/10/Spazio La calma oscillazione nel caos distruttivo di una stella

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A duemila metri d'altezza, in una falesia lunga 5 metri, le pietre raccontano di un mondo perduto, pianeggiante e ricco di alberi
 
 
 
 
21.01.23 - Il più antico atelier per la produzione di bifacciali di ossidiana risalente a più di 1.200.000 anni fa si trova a Melka Kunture in Etiopia.
In questa località la missione archeologica finanziata da Sapienza Università di Roma, ha evidenziato la presenza della più antica zona di produzione di utensili finora conosciuta. 
 
Le ricerche sulla malattia che ha colpito circa 200 mila persone sono state condotte da  I.R.C.C.S. Neuromed e Istituto di genetica e biofisica del Cnr di Napoli
 
 
19.01.23 - Le mutazioni del gene TMEM175, fondamentale per il corretto funzionamento di un tipo di organuli cellulari, sarebbero alla base di un certo numero di casi di malattia di Parkinson ad insorgenza tardiva.

 

La calma oscillazione 

nel caos distruttivo

di una stella

 

unimi caos buchi neri

Immagine artistica di un buco nero e del disco di accrescimento formatosi dopo la distruzione di una stella (Credit: NASA/CXC/M. Weiss)

 

10.01.19 - Captata una insolita oscillazione, stabile e persistente da un buco nero supermassiccio. Il fenomeno, mai osservato prima d’ora con queste caratteristiche, è legato alla polverizzazione di una stella ad opera della forza di marea del buco nero.

La forza di marea è un effetto secondario della forza di gravità. Quando un oggetto molto grande subisce l'influenza gravitazionale di un altro, la forza gravitazionale può distorcerne la forma, fino a distruggerlo. E' quello che capita alle stelle quando avvicinandosi troppo ad un buco nero ne vengono polverizzate.

Gli eventi di distruzione mareale (TDE) di stelle sono relativamente rari (uno ogni 10.000 anni per galassia). Questo tipo di condizione consente importanti osservazioni poiché permette di studiare in dettaglio buchi neri che normalmente sarebbero invisibili mentre, in seguito alla distruzione della stella, “mangiando” i detriti stellari, i buchi neri si "accendono" all'improvviso, acquistando in questo modo visibilità. Inoltre, arrivando vicinissimi al buco nero, i detriti stessi possono darci informazioni legate ad effetti relativistici, come ad esempio la possibilità che il buco nero possieda "spin", ovvero sia in rapida rotazione su se stesso.

Nel lavoro appena uscito su Science e al quale ha preso parte Giuseppe Lodato, docente del Dipartimento di Fisica della Statale di Milano, gli scienziati hanno scoperto, in un buco nero supermassiccio, una rapida oscillazione quasi-periodica (QPO - quasi periodic oscillation), originatasi in seguito alla distruzione di una stella da parte della forza di marea del buco nero.

Questo segnale periodico osservato dai ricercatori mostra più di una peculiarità. Il segnale si mostra estremamente stabile, con 1 oscillazione ogni 131 secondi: si tratta del periodo più breve mai osservato per buchi neri supermassicci, una condizione che sembra implicare che il buco nero sia estremamente rotante, quasi vicino al limite massimo possibile dalla relatività.

Un'altra caratteristica curiosa della oscillazione è la sua persistenza: questa QPO infatti è stata osservata lungo un periodo di tempo di oltre un anno, il che significa che sono state fatte almeno 10.000 oscillazioni complete. Un caso mai osservato in precedenza e difficilmente spiegabile, visto che all'interno dell’incredibile caos generato dalla distruzione di una stella (un caos che può durare anni) emerge un segnale coerente e stabile che oscilla con regolarità, circa ogni due minuti, per tutta la durata dell’evento. (red.)


vedi
http://science.sciencemag.org/content/early/2019/01/08/science.aar7480
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