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"Festival dei
Misteri" 27.10.09 - Da secoli i monti pallidi, quelle Dolomiti oggi divenute patrimonio naturale dell’umanità, custodiscono misteri che si perdono nei boschi e nelle acque dei torrenti o dei laghi alpini. Alcuni, quelli che incantano e meravigliano, saranno raccontati venerdì sera a Sospirolo nel primo appuntamento bellunese del “Festival dei Misteri”, 200 eventi legati alle leggende del Veneto organizzati in tutte le 7 province dalla Regione e dall’Unpli sotto la direzione artistica dello scrittore Alberto Toso Fei. Gli eventi si ambienteranno nei luoghi in cui nei secoli si sono manifestati anguane, fate e mazarioli, demoni con le teste di capra e folletti dispettosi, spiriti dei boschi e gnomi delle montagne, che popolano da millenni fiumi e pozzi, baite e foreste. Come a Pieve di Cadore, teatro della leggenda della Redosola, anguana dai piedi di capra che si cercherà di riscoprire con una fiaccolata nei boschi nella notte di Ognissanti (sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre, partenza dalla piazza di Nebbiù). Sempre sabato sera, a Sedico verrà raccontata ed in la storia delle due città Cordova e Cornia, che sorgevano ai piedi del monte Peron dove ora restano solo massi. Tutti gli appuntamenti sono visibili al sito www.spettacolidimistero.it , dedicato proprio al Festival, oppure nel portale turistico della Regione www.veneto.to , nei quali sono indicati orari, riferimenti telefonici, accessibilità ai portatori di handicap. Sono diversi nel Bellunese, territorio aspro ma ricco di storie e leggende, i luoghi ove scoprire il mistero, quello che incanta, affascina, meraviglia ed impaurisce. Come l’enigma di Girolamo Segato e della pietrificazione dei cadaveri, o della strega del Lago di Calalzo che scandisce le vicende di Aunoria che contemplando la forra del Piave percepisce la voce delle Anguane (che anche a Perarolo si rinchiuderebbero la notte dentro una cava naturale). E a Limana, il festival consentirà di ripercorrere i luoghi di Dino Buzzati lungo il sentiero di Valmorel, mentre a Vigo nel 1300 le anguane sparsero nei boschi le ossa di Ainardo, monaco che non aveva ottemperato ad un voto. Il mistero è protagonista dei racconti nel filò di Arsiè e di Fonzaso, mentre a Cesiomaggiore il vecchio eremita dimora ancora presso il torrente Veses. Ma nel Bellunese non mancano le storie a sfondo religioso come la leggenda della madonna della Salute a Caviola o degli spalti del dio Thor a Domegge. “E’ un mondo che vive nell’oscurità dei boschi e che trova nelle Dolomiti il suo luogo ideale – dichiara il vicegovernatore Franco Manzato -. Con il Festival vogliamo promuovere il nostro Veneto, terra di fantasmi più antichi di quelli scozzesi, offrendo un turismo diverso, emozionale, inedito ma di sicuro effetto in un periodo tradizionalmente ‘morto’ come il mese di novembre”.
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