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Roma. Angelicum Pontificia Università San Tommaso D’Aquino
- Largo Angelicum, 1. Dal 28 al 30 aprile
Conferenza Internazionale sull’Elettronica del Vuoto
20.04.09 - Klystron, gyrotron, orotron, magnetron, TWT, carcinotron: valvole e
dispositivi elettronici i cui nomi sembrano usciti da un film di fantascienza
degli anni ‘50 ma che ancora oggi sono l’unica soluzione per tantissime
applicazioni: senza le “valvole”, ad esempio, non avremmo le trasmissioni da
satellite, i sistemi di controllo del traffico aereo, i radar, il navigatore
satellitare e gli stessi circuiti integrati. Tali dispositivi elettronici sono
definiti più correttamente “tubi a vuoto” perché il loro funzionamento si basa
su un fascio di elettroni che viaggia nel vuoto anziché in un semiconduttore, da
qui la definizione di elettronica del vuoto.
Valvole: per molti fanno parte solo dello sbiadito ricordo della vecchia radio
del nonno eppure costituiscono la componente chiave di quella branca della
scienza chiamata “elettronica del vuoto” che, pur essendo il settore più antico
e consolidato dell'elettronica, mantiene una straordinaria vitalità e attualità
per la sua natura interdisciplinare, fonte di continue innovazioni e scoperte.
Per la prima volta in Italia, grazie alla sinergia tra l’Agenzia Spaziale
Europea (ESA) e l’Università di Roma Tor Vergata, si svolgerà a Roma, nella sede
dell’Angelicum Università Pontificia San Tommaso di Aquino, dal 28 al 30 aprile,
la decima Conferenza Internazionale sull’Elettronica del Vuoto (IEEE
International Vacuum Electronics Conference 2009 o IVEC 2009). La conferenza, il
più importante evento a livello mondiale sull’elettronica del vuoto, vedrà
riuniti centinaia di scienziati ed esperti da tutto il mondo che per tre giorni
discuteranno sul presente e sul futuro di questa fondamentale branca della
scienza.
I settori più maturi dell’elettronica del vuoto saranno affiancati da quelli
riguardanti dispositivi realizzati con le più avveniristiche tecnologie
dell’infinitamente piccolo o nanotecnologie: grande è l’attesa tra gli addetti
ai lavori per i risultati che saranno presentati proprio nel campo delle
Nanotecnologie, dove, tra gli altri, l’Università di Tor Vergata, coordinatrice
del progetto europeo OPTHER per la realizzazione di amplificatori ai THz, è tra
i leader mondiali. Si va dai tubi a vuoto, pesanti anche centinaia di chili e
lunghi vari metri per generare potenze eccezionali in grado di far funzionare un
gigantesco acceleratore di particelle, ai microtubi per altissime frequenze. E
proprio le altissime frequenze, ovvero la banda dei THz o raggi T, costituisce
uno degli argomenti “caldi” dell’IVEC 2009. “Da qualche anno a questa parte è
possibile realizzare tubi a vuoto ad altissima frequenza utilizzando le tecniche
tipiche dei circuiti integrati e i nanotubi di carbonio”, spiega Claudio Paoloni
dell’Università di Roma Tor Vergata e organizzatore per la parte italiana della
conferenza. I nanotubi di carbonio non sono altro che tubicini che emettono
elettroni, la cui parete è formata da uno strato di atomi di carbonio, il cui
diametro è dell’ordine di miliardesimi di metro e la lunghezza di qualche
milionesimo di metro. “La disponibilità di sorgenti per segnali ai THz, fino ad
ora relegate nei laboratori di ricerca – continua Claudio Paoloni - consentirà
di sviluppare infinite applicazioni nel campo della sicurezza, come ad esempio
negli aeroporti, nella medicina per la diagnosi precoce di tumori o di carie,
nella scienza dei materiali, nelle comunicazioni ad altissima velocità, nella
farmacologia, nella scienza dei materiali e nel restauro di opere d’arte”.
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