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Gli incontri di Limes Club Verona. Sabato 28 Febbraio alle 15, 219.02.09 - Dopo il crollo dell'Unione Sovietica, il Caucaso è divenuto una delle aree di maggior rilievo strategico del mondo contemporaneo. Una frontiera impervia, ma non lontana dalla cultura europea, attraversata infinite volte da invasori che costringevano gli sconfitti a rifugiarsi nelle zone più alte e inaccessibili della regione. Nel Settecento, se con la nobiltà georgiana e armena, soprattutto per la comune religione cristiana, il governo zarista riuscì a stabilire legami che determinarono un ridimensionamento degli scontri e una più rapida transizione verso la forma di stato, con le popolazioni montanare della Ciscaucasia il conflitto fu immediato. L’attuale questione cecena trova così i suoi prodromi in quel periodo. I territori caucasici furono teatro, durante la Seconda guerra mondiale, di una vasta offensiva tedesca. L’intero territorio, che aveva tentato di giovarsi della Rivoluzione di Ottobre per liberarsi dai dominatori russi, fu più volte violentemente ricondotto nel novero della Russia sovietica. Tutte quelle province subirono allora una politica di ‹‹ingegneria nazionale››, col tentativo di riorganizzare intere popolazioni la cui identità era in primo luogo di carattere clanico-tribale. Con la dissoluzione dell'URSS, nella regione sono nati tre nuovi stati indipendenti - la Georgia, l'Armenia e l'Azerbaigian - nel 2004 inseriti nella politica europea di prossimità che rappresenta un primo passo verso l'ingresso nella UE. L'amministrazione di Washington, grazie al controllo indiretto delle risorse petrolifere azere, ha inferto un colpo notevole alla supervisione russa dell'area. Una manovra agevolata dalla debolezza del governo di Mosca nel decennio 1990-2000. L'arrivo di Vladimir Putin al vertice del Cremlino ha avviato un recupero della presenza politica di Mosca, soprattutto in virtù della scelta di investire nella strategia energetica, come strumento di espansione e controllo regionale. Due i relatori. Aldo Ferrari, Docente di Lingua e letteratura armena all'Università «Ca' Foscari» di Venezia, dirige il Programma di ricerca Caucaso-Asia centrale dell'Istituto per gli studi di politica internazionale - ISPI - di Milano. È vicepresidente dell'Associazione per lo studio in Italia dell'Asia centrale e del Caucaso - ASIAC. Lucio Innecco, è stato Capo di Stato Maggiore delle FTASE (Forze Terrestri Alleate del Sud Europa) e in contemporanea, comandante della Regione Militare NE e con la quarta stella delle FTASE. Ha ricevuto la Croce d'Argento al merito dell'Esercito, nonchè la Legion of Merit del Congresso USA. è stato più volte conferenziere e autore di saggi di geoeconomia e strategie aziendali. Info http://www.limesclubverona.it/
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