Radgyro, dall'alto disegna la mappa 
della radioattività naturale in Italia
 
 
 
 
 
 
 
Si chiama Radgyro il velivolo sperimentale dedicato al monitoraggio ambientale presentato all’edizione romana della Maker Faire, fiera dell’innovazione e della creatività, che si è tenuta  all’Auditorium Parco della Musica. Sviluppato nel contesto del progetto ITALRAD, Radgyro è il risultato di un'intensa collaborazione tecnologica tra l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, le Carpenterie Pagotto di Pianzano ed il CGT SpinOff dell'Università di Siena. Nell’ambito di ITALRAD i ricercatori dell’INFN hanno prodotto le mappe della radioattività naturale delle regioni Veneto e Toscana, primo tassello di una mappatura completa della radioattività naturale in Italia. Le mappe sono state realizzate anche utilizzando la tecnica della spettroscopia gamma airborne, ovvero misurando le radiazioni gamma provenienti dal terreno a bordo di velivoli. Grazie a queste esperienze il gruppo di ricerca ha sviluppato il Radgyro che sarà impiegato nelle future attività di monitoraggio ambientale del suolo e della vegetazione.
 
“L'impiego combinato di rivelatori a diverse lunghezze d'onda - gamma, visibile, infrarosso e termico - permetterà di studiare nel dettaglio le proprietà del suolo e della vegetazione, consentendo la produzione di carte tematiche anche relative allo stato di salute delle piante ed all'aridità dei suoli – commenta Fabio Mantovani coordinatore ITALRAD e ricercatore dell'Università di Ferrara - Con le camere fotogrammetriche installate a bordo si realizzeranno modelli digitali del terreno ad altissima risoluzione, che troveranno applicazioni sia in campo topografico sia nel monitoraggio di discariche o di aree estrattive”. Con il progetto ITALRAD si intende dotare l'Italia di una carta tematica della radioattività gamma terrestre. Sulla base di rigorose procedure di campionamento e di misure di spettroscopia gamma gli scienziati  ci si propone di caratterizzare la radioattività naturale del territorio italiano in modo da permettere la ripetitività delle indagini in caso di contaminazione radiologica. 
 
La ricerca multidisciplinare che coinvolge fisici, scienziati della terra ed ingegneri mira anche ad elaborare modelli fisici e geologici legati ai processi geochimici di arricchimento di radioisotopi naturali nella crosta terrestre e finalizzati alla stima del contributo radiogenico al calore terrestre ed al flusso di geoneutrini. Questi sviluppi scientifici si candidano ad avere un impatto nei campi della geofisica nucleare, della geochimica, della geostatistica e dello sviluppo di nuove tecnologie nucleari per lo studio della radioattività cosmica e terrestre. (Red)
 
Vedi www.infn.it 
http://www.fe.infn.it/italrad/   
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