Un itinerario subacqueo per visitare 
l’antica città sommersa di Sinuessa 
 
 

L'area marina di Sessa Aurunca (foto, enea.it)
 
 
In Campania, nell’area archeologica marina sommersa di Sinuessa, città romana risalente al III secolo p.e.v.,  da circa due anni il Laboratorio di Chimica Ambientale del Centro di Ricerca ENEA di Portici svolge studi geologici e rilievi geomorfologici sui reperti dell’antico porto commerciale. Le indagini rientrano nell’ambito di una collaborazione dell’ENEA con il Comune di Sessa Aurunca (Caserta) per la valorizzazione del “turismo culturale” di questo tratto di costa del Golfo di Gaeta, dove le rovine sommerse dell’antica città sono visibili nelle giornate di mare limpido.
 
Per la localizzazione dei manufatti antropici sommersi e delle formazioni di pregio naturalistico sono state realizzate campagne marine ed ispezioni subacquee con rilievi geomorfologici ed archeologici. In particolare, l’ENEA ha utilizzato innovative tecniche di ricerca e rilievo subacqueo per la mappatura dei fondali, che spesso si presentano torbidi, e delle antiche strutture sommerse, allo scopo di acquisire elementi utili elementi per comprendere le dinamiche che hanno determinato lo sprofondamento di circa 10 metri delle strutture portuali e di parte del banco roccioso antistante l’antica colonia romana  
 
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