L’Italia d’inizio ’900 e dei premi Nobel
 
La nascita del Cnr nel 1923 fu la risposta della comunità scientifica italiana ai nuovi rapporti tra scienza, innovazione tecnologica e imprenditoria italiana, che caratterizzarono il clima di grande fermento culturale di inizio Novecento. Se la politica aveva sempre previsto scarsi finanziamenti per la scienza, in quegli anni si cominciò a pensare che la produzione economica e produttiva doveva essere sostenuta da strutture tecnico-scientifiche e legislative adeguate.
 
In occasione delle celebrazioni per i 50 anni dell’Unità d’Italia, a quel tempo si allestirono numerose iniziative in tal senso. “Ecco allora l’esposizione della vecchia capitale Torino, accompagnata da quella di Firenze e di Roma, che seguivano di pochi anni l’esposizione internazionale di Milano (1906) e la partecipazione italiana all’Expo di Bruxelles (1910)”, eventi che esaltavano “il concetto di innovazione come elemento di punta dell’azione progressista messa in atto nel Paese, tanto a livello economico-sociale, quanto ideologico-culturale”, scrive Raffaella Simili nel capitolo Fra anniversari e rumori di guerra, che apre il volume commemorativo del 90nnale Consiglio nazionale delle ricerche. L’impresa scientifica 1923-2013, edito dal Cnr.
 
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