? C'è del buono e del cattivo nel "renzismo" Un "Piano Marshall" per l'economia - Heos.it Rivista scienze politica cultura salute

Developed in conjunction with Ext-Joom.com

 

 
C'è del buono e del cattivo nel "renzismo"
Un "Piano Marshall" per l'economia
 
di Enrico Cisnetto
 
 
I tagli lineari sono lo strumento degli impotenti della Seconda Repubblica così come l’aumento delle accise su benzina e sigarette lo erano per quelli della Prima. Quando un governo non ha una politica economica e, dopo aver raccontato balle ai cittadini, è costretto a fare i conti con la dura realtà del bilancio dello Stato, per far quadrare i conti (si fa per dire) ricorre al più ingiusto, anti-meritocratico e inefficace degli strumenti di contenimento del deficit. Se adesso, come sembra, dall’empireo della rottamazione dei vecchi sistemi di (non) governo su cui Renzi ha costruito il suo consenso, mediatico ed elettorale, si dovesse cadere all’inferno del 3% di spese date alla patria da ciascun ministero, saremmo di fronte all’ennesima occasione perduta.
 
Peccato, perché sembra finalmente diventato interessante il dibattito che si è aperto in queste ore sul “renzismo”, di fronte al rapido cambio di umore che si sta registrando (nel Paese o nelle élite?) sulla figura del presidente del Consiglio. Ma per essere anche utile, questo confronto abbisogna di una messa a punto. Partendo dalla diversità, apparentemente abissale, tra le risposte date da Renzi a Roberto Napoletano, in una bella intervista sul Sole 24 Ore, e quelle del sindaco renziano di Firenze, Nardella, al Foglio, si è definito – vedi Luca Ricolfi – populista l’approccio di Renzi, contrapponendolo all’altro, rigoroso fino a rischiare di essere impopolare.
 
Per carità, la definizione ci sta, e il premier l’epiteto – perchè tale è – se lo è andato a cercare a tutti i costi. Anche noi abbiamo battezzato populista il suo approccio politico, la gestualità e i toni, l’esasperata inclinazione mediatica, l’ostentata voglia di rottura con qualunque forma di organizzazione degli interessi. Ma più passa il tempo, e più ci convinciamo che non stia qui il vero limite di Renzi. Intanto, perché ci sono ragioni che militano dalla sua parte quando sostiene che non c’è scritto da nessuna parte che occorra governare “contro” o “nonostante” i cittadini. E pur essendo noi assertori della “indispensabilità democratica” del ruolo delle élite, siamo d’accordo con Renzi quando indica la responsabilità che ha la vecchia classe dirigente, e l’establishment in particolare, del declino del Paese. Anzi, volendo essere più precisi, è la borghesia – incolta e ignara del suo ruolo sociale – che ha delegato alla “mediocrità rampante” il governo (si fa per dire) del Paese, producendo un disastro immane che solo il passare di qualche generazione potrà sanare. Quindi, non è certo affidandosi a presunti ottimati – tecnocrati o intellettuali che siano – che si può invertire la rotta. È la politica che deve avere la supremazia, e la politica, in democrazia, richiede necessariamente il consenso.
Detto questo, però, la vera questione riguarda le basi su cui si costruisce il consenso.Esso deve essere il mezzo con cui attuare il proprio progetto di società, e non il fine al cui ottenimento tutto piegare. 
 
Dunque, l’analisi del cosiddetto “renzismo” è utile nella misura in cui si focalizza sul progetto e, soprattutto, sugli strumenti con cui realizzarlo. Ed è qui che casca l’asino. Perché una serie di premesse politicamente rilevanti di cui Renzi si è fatto portatore e che in una certa misura ha imposto (specie al suo partito) non hanno generato, almeno finora, un progetto organico con cui identificarlo. Non si tratta di cose da poco: dalla fine dell’antiberlusconismo – che è servito solo a Berlusconi e a generare e arricchire una casta di professionisti anti-Cav – alla caduta di una serie di tabù ideologici della vecchia sinistra, per non parlare della smitizzazione della rappresentanza organizzata degli interessi, sindacati in primis. 
 
Peccato, però, che alla parte destruens non abbia fatto seguito quella costruens. Prima di tutto sul piano programmatico. E non ci riferiamo tanto al vituperato “effetto annuncio”, che è prezzo da pagare alla dinamica del consenso nella società della comunicazione, quanto alla miccia corta del pensiero strategico, all’indifferenza verso i contenuti dei dossier – che si traduce nel fatto che la riforma del Senato o della legge elettorale è buona per il solo fatto che si realizza (per la verità si annuncia) visto l’immobilismo degli ultimi due decenni, a prescindere dal merito – e alla scarsa (per non dire inesistente) propensione all’uso di squadre di lavoro che preparino i dossier e di interlocutori d’esperienza e di pensiero con cui confrontarsi dialetticamente. Così come assai poco costruens è anche il metodo di lavoro e la modalità organizzativa del governo Renzi. Il caos che regna nella struttura dirigenziale di palazzo Chigi, l’abitudine a non scrivere le leggi in via definitiva prima della loro approvazione, la cronica mancanza delle norme attuative, l’inevitabile chiusura a riccio della burocrazia ministeriale – giustamente messa sotto accusa da Renzi, ma bisogna averci l’alternativa altrimenti si creano vuoti spaventosi – sono tutti segnali di una non capacità di tradurre le scelte in norme operative. È vero che il duo Monti-Letta aveva lasciato in eredità la mostruosa cifra di 899 decreti non attuati e che ora si sono ridotti a 528, ma nel frattempo se ne sono aggiunti 171 della gestione Renzi, e il numero di 699 complessivi è ancora indecentemente alto.
 
Quando si vuole rottamare un sistema, anche se già collassato – anzi, proprio perché è defunto – occorre avere idee, uomini, metodo e strumenti alternativi. Renzi cerchi pure il consenso – magari risparmiandoci sceneggiate come quella del gelato, che peraltro il consenso glielo fanno calare – ma si convinca che a questo vuoto deve pensare e subito. Occorre far fare un salto di dimensione strategica all’azione del governo: convocazione dell’Assemblea Costituente per le riforme istituzionali; “piano Marshall” per l’economia, partendo proprio da quell’intervento sul patrimonio pubblico che nell’intervista al Sole 24 Ore il premier nega di voler mettere in atto. Se Renzi farà la coraggiosa scelta di rottamare i primi mesi del suo governo cambiando radicalmente scenario, e allora coniugherà il consenso con la capacità di governare, mettendo così a frutto la sua “indispensabilità politica”. Altrimenti sarà peggio per lui. Ma anche per l’Italia, purtroppo.
 
 
 
 

 

Heos.it - Giornale online di scienza e cultura. Direttore responsabile Umberto Pivatello 
Sede - Redazione  Heos.it  Via Muselle, n° 940 - 37050 Isola Rizza - Verona (Italy)
    mob.+39 345 9295137 
Email: 
heos@heos.it  -  Privacy e Cookies
Autorizzazione Tribunale di Verona n°1258 - 7  Marzo 1997  Roc n. 16281
Partner tecnologico 
http://www.studio-web.eu/

 

Le città dell’anello merlato

  

SR cop Agosto19

N. 8  Agosto 2019

Per ricevere gratuitamente
"Il Senso della Repubblica" formato pdf email a heos@heos.it 

 

 Gazzettadiverona.it

GVR foto

 

 

Heos.it Nota
 
 

 

News

WEB Sir Tim Berners-Lee-2014

05.03.19 - Trent'anni di Web: 1989-2019

nasa urano2

 20.02.19 - Il "berretto" di Urano

 

 Dossier Guerra Fredda

 

Auto Hy plug in ev

 

 

In cauda venenum
 

 

Vignette nel web - Raccolta 2019

vignetta corriere.it Trasformista 240819

Corriere.it   24.08.19

vignetta italiaoggi.it Fumoso 240819

Italiaoggi.it   24.08.19

 vignetta ilmanifesto.it Sovranismi 240819

Ilmanifesto.it   24.08.19

vignetta heos.it In paradiso 240819

 Heos.it   24.08.19

    

Regalati un libro

 

 

 ----------------------------------------------------------------

Curiosità

Scienze pangea casa tua

09.07.18 -  Pangea, ecco dov'era la tua casa 240 milioni di anni fa

 

 

Immagini dal Mondo

 

 

 



 

  


 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

Informazioni commercili

 

Vaccari logo

Impiantistica elettrica
Impianti d'allarme e TVCC 
Studio e realizzazioni 
illuminotecniche Soluzioni, prodotti 
e consulenze informatiche
Realizzazione reti dati 
e cablaggi strutturati
+39/336/810434 -
348/2247152
fax +39/045/7103381 eltvac@email.it
 

Razionalizzazione
energetica della casa

enea isolament sottofinestra