Corruzione a norma di legge
La lobby delle grandi 
opere che affonda l'Italia
 
di Francesco Giavazzi Giorgio Barbieri
Rizzoli Editore Luglio 14  pp 238  € 15,00
 
 
 
 
 
A Venezia, già nel XIV secolo, la figura dell’Avogador aveva una funzione precisa: controllare che non venissero effettuate ruberie ai danni del bene pubblico. Poteva svolgere questo ruolo solamente chi non avesse alcun conflitto di interesse con ciò che doveva controllare. Con la vicenda Mose, i veneziani dei tempi d’oro non ci avrebbero pensato due volte: ogni colpevole sarebbe stato portato dopo la condanna a San Marco, legato mani e piedi a quattro cavalli che con un colpo di frusta sarebbero schizzati via in direzioni opposte, squartandoli. 
 
La Serenissima era terribile e implacabile sul furto e lo spreco di soldi pubblici. Più ancora era rigida nella difesa del delicato equilibrio della laguna. Immaginiamo quindi la collera che sarebbe esplosa alla scoperta che il Mose, senza avere ancora dato prova se funzionerà o meno, è già costato, a prezzi aggiornati grazie a preziose ricostruzioni storiche, trenta volte più della grandiosa e costosissima deviazione del Piave compiuta mezzo millennio fa dai nostri bisnonni con mezzi tecnici immensamente inferiori a quelli di oggi. 
 
 Le vicende giudiziarie che hanno coinvolto il MOSE, la “grande opera” ideata per risolvere il problema dell’acqua alta a Venezia, dimostrano invece il fitto intreccio che legava controllori e controllati, con conseguenze nefaste per la città, la regione e il bene comune. In questo libro Francesco Giavazzi e Giorgio Barbieri ricostruiscono la palude che per due decenni ha pervaso non solo il MOSE, ma anche l’Alta Velocità, l’Expo di Milano e altre grandi opere italiane. 
Dal libro emerge un sottile ma resistente filo rosso che collega la Tangentopoli degli anni Novanta al Sistema MOSE. Corruzione delle leggi prima ancora che violazione delle leggi. Spetta alla politica trovare l’antidoto affinché casi del genere non si ripetano più.
 
Perché, il vero drammatico guaio come spiegano Barbieri e Giavazzi, non sono le mazzette, della corruzione e del passaggio di denaro tra imprese e funzionari o politici disposti a oliare gl'ingraggi. Ci sono le leggi votate dietro commissione delle imprese dedite al saccheggio delle risorse pubbliche per sancire il malaffare.
 
Regalati o regala un abbonamento a Heos.it