? 2019/04/30/ambiente/scienze/La variazione di temperatura della Terra mette il turbo ai cambiamenti oceanici - Heos.it Rivista scienze politica cultura salute

Developed in conjunction with Ext-Joom.com

 

Primo Piano

Nelle proiezioni dei dati scientifici di Ingv, Radboud University (Olanda) e della Sorbonne Université (Francia)

 Il Mediterraneo entro il 2050

crescerà almeno di 17 cm

 ambiente VEnezia acqua alta

20.08.19 - In uno studio dal titolo “Natural Variability and Vertical Land Motion Contributions in the Mediterranean Sea-Level Records over the Last Two Centuries and Projections for 2100”, pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista Water della MDPI, ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), della Radboud University (Olanda) e della Sorbonne Université (Francia) hanno osservato come potrebbe aumentare il livello del mare nel 2050 e nel 2100 in corrispondenza di nove stazioni mareografiche poste nel Mediterraneo centro-settentrionale, che ne misurano il livello a partire dal 1888.


Uno studio effettuato da giovani ricercatori dell’Università Statale di Milano ha comparato i dati dagli anni ‘80 del secolo scorso fino ad oggi

Sempre più scuri e vulnerabili

i ghiacciai dello Stelvio

Unimi Ghiacciai Stelvio Confronto  due ortofoto

29.07.19 - Parco Nazionale dello Stelvio: i ghiacciai del gruppo dell’Ortles-Cevedale sono sempre più "neri", vale a dire sempre più vulnerabili al cambiamento climatico.

 

La variazione di temperatura

della Terra mette il turbo

ai cambiamenti oceanici

cnr Figura 1

Confronto tra andamenti temporali in comunità marine: Previsioni "Metal", 10,000 simulazioni (blu) e dati osservati (rossi), utilizzando un'analisi sintetica che combina 14 regioni oceaniche. Le curve verdi mostrano i risultati usando modelli random ed evidenziano l’accuratezza delle previsioni "Metal" (foto cnr.it)

cnr Figura 2

Risultati del modello globale per i periodi 2005-2009 (in alto) e 2010-2014 (in basso). Il rosso indica sostanziali cambiamenti di regime, il giallo indica cambiamenti minori, il bianco indica nessun cambiamento (foto cnr.it)

 

30.04.19 - Il fatto: secondo il 5th Assessment Report dell’Intergovernmental Panel on Climate Change dal 1995 l'oceano globale ha assorbito oltre il 90% del calore in eccesso intrappolato nell'atmosfera dai gas serra. Tuttavia, solo una minuscola parte degli oceani è attualmente monitorata rispetto al cambiamento globale, il che limita la capacità degli scienziati di prevedere le sue implicazioni sulla biodiversità a scala oceanica. Alessandra Conversi dell’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismar) fa parte di un team di ricerca internazionale, guidato dal Cnrs (Francia), che, utilizzando un nuovo modello numerico globale, prevede che l'aumento del calore oceanico porterà a sostanziali cambiamenti biologici nel mare. Lo studio, pubblicato su Nature Climate Change, identifica in particolare alterazioni inusuali nella vita marina dopo il 2010 nel Pacifico, nell'Oceano Atlantico e nell'oceano Artico. “Questi risultati suggeriscono l'inizio di una nuova era climatica caratterizzata da forti cambiamenti biologici in regioni sempre più diffuse”, dice Conversi.

È risaputo che i cambiamenti climatici hanno effetti sulla biodiversità marina, tuttavia può accadere che in un periodo di tempo relativamente breve (ordine anno) si modifichi l’intera rete trofica di un ecosistema, con impatti anche distruttivi sui servizi ecosistemici e sulle collettività che ne usufruiscono. Questi fenomeni, detti phase, regime o abrupt shifts, o cambi/salti di sistema, sono stati identificati in molti bacini marini, per esempio nel Mare del Nord e in Adriatico a fine anni '80 del secolo scorso.

Per capire e predire i cambiamenti nella biodiversità marina il team scientifico quindi ha progettato un modello numerico globale basato sulla teoria Metal (Macro-Ecological Theory on the Arrangement of Life) sviluppata da Gregory Beaugrand.

Con questo modello, sono state create un gran numero di specie simulate (pseudo-specie) caratterizzate da diversa tolleranza alla temperatura. In ogni regione oceanica restano solo le pseudo-specie adattate alle variazioni locali della temperatura e formano pseudo-comunità”, sottolinea Conversi.

Al fine di verificare l’efficacia delle predizioni, il modello è stato inizialmente testato su quattordici regioni oceaniche per le quali esistevano già osservazioni multi-decennali (dagli anni '60) dovute a programmi di monitoraggio. “Questi test hanno dimostrato che le previsioni teoriche (pseudo-comunità) del modello Metal mostrano cambiamenti temporali molto simili a quelli osservati nelle comunità reali, ovvero sono credibili e quindi le predizioni si possono usare in zone in cui non vi sono osservazioni”, continua Conversi.

Il modello è stato poi applicato su scala globale nel periodo 1960-2015. Al riguardo la ricercatrice spiega: “Applicando il modello, siamo riusciti a quantificare la forza e l'estensione spaziale dei regime shifts a scala globale. Metal ha infatti identificato tra il 2010 e il 2015 un cambiamento senza precedenti e massiccio nelle popolazioni oceaniche, che può essere attribuito a El Nino, alle anomalie di temperatura in Atlantico e nel Pacifico e al riscaldamento dell'Artico”.

I programmi di monitoraggio delle popolazioni marine attualmente in uso però coprono solo una piccola area dell'oceano, solitamente vicino alla costa. “Questo nuovo modello basato sulla teoria Metal offre invece una copertura globale e può essere usato in congiunzione con i sistemi di monitoraggio esistenti, consentendo quindi la predizione dei principali cambiamenti biologici su scale più ampie in spazio tempo di quanto sia possibile fare con i soli dati osservati. Può inoltre fornire segnali di allarme precoce (early warnings) sui cambi di regime negli ecosistemi marini, e allertare sulle possibili conseguenze sui servizi ecosistemici associati, come la pesca, l'acquacoltura, il turismo”, conclude Conversi. (red.)


vedi
https://www.nature.com/articles/s41558-019-0420-1 
www.cnr.it 

 

Calendario

  

Regalati un libro

Weekend

 

 

 

 

 

 

Heos.it - Giornale online di scienza e cultura. Direttore responsabile Umberto Pivatello 
Sede - Redazione  Heos.it  Via Muselle, n° 940 - 37050 Isola Rizza - Verona (Italy)
    mob.+39 345 9295137 
Email: 
heos@heos.it  -  Privacy e Cookies
Autorizzazione Tribunale di Verona n°1258 - 7  Marzo 1997  Roc n. 16281
Partner tecnologico 
http://www.studio-web.eu/

 

Le città dell’anello merlato

  

SR cop Agosto19

N. 8  Agosto 2019

Per ricevere gratuitamente
"Il Senso della Repubblica" formato pdf email a heos@heos.it 

 

 Gazzettadiverona.it

GVR foto

 

 

Heos.it Nota
 
 

 

News

WEB Sir Tim Berners-Lee-2014

05.03.19 - Trent'anni di Web: 1989-2019

nasa urano2

 20.02.19 - Il "berretto" di Urano

 

 Dossier Guerra Fredda

 

Auto Hy plug in ev

 

 

In cauda venenum
 

 

Vignette nel web - Raccolta 2019

vignetta corriere.it Trasformista 240819

Corriere.it   24.08.19

vignetta italiaoggi.it Fumoso 240819

Italiaoggi.it   24.08.19

 vignetta ilmanifesto.it Sovranismi 240819

Ilmanifesto.it   24.08.19

vignetta heos.it In paradiso 240819

 Heos.it   24.08.19

    

Regalati un libro

 

 

 ----------------------------------------------------------------

Curiosità

Scienze pangea casa tua

09.07.18 -  Pangea, ecco dov'era la tua casa 240 milioni di anni fa

 

 

Immagini dal Mondo

 

 

 



 

  


 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

Informazioni commercili

 

Vaccari logo

Impiantistica elettrica
Impianti d'allarme e TVCC 
Studio e realizzazioni 
illuminotecniche Soluzioni, prodotti 
e consulenze informatiche
Realizzazione reti dati 
e cablaggi strutturati
+39/336/810434 -
348/2247152
fax +39/045/7103381 eltvac@email.it
 

Razionalizzazione
energetica della casa

enea isolament sottofinestra