? Heos.it Rivista scienze politica cultura salute - 2018/10/31/scienze/spazio/astronomia/Osservati grumi di gas in orbita vicino a un buco nero

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Primo Piano

Secondo la tradizione il grande liutaio fu allievo del cremonese Nicola Amati, ma non ci sono prove documentali di tale apprendistato. Oggi il Cnr-Ibe ha evidenze scientifiche per raccontare quei lontani fatti
 
 
 
30.05.22 - Un’indagine del Cnr-Ibe, pubblicata sulla rivista Dendrochronologia ha confrontato gli anelli del legno di due strumenti musicali costruiti dai due famosi artigiani e ha rivelato che entrambi utilizzarono il legno dello stesso albero. 
 
Il quantum memristor è stato realizzato da un gruppo di fisici del Cnr, Politecnico di Milano e Università di Vienna
 
 
08.04.22 - Un neurone artificiale metterà insieme intelligenza artificiale e calcolo quantistico, schiudendo potenzialità senza precedenti. Il rivoluzionario dispositivo - chiamato quantum memristor - è stato sviluppato da un gruppo di fisici del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), del Politecnico di Milano e dell’Università di Vienna. 

 Osservati grumi di gas

in orbita vicino al buco nero

localizzato al centro

della nostra galassia

 

 Eso gas orbitano attrono buco nero

Nella foto, grumi di gas orbitano vicino al buco nero che si trova al centro della nostra galassia (credit: eso.org)

 

31.10.18 - Nuove prove confortano la convinzione di vecchia data che un buco nero supermassiccio si annidi nel cuore della Via Lattea. Le ultime osservazioni effettuate con lo strumento GRAVITY dell'ESO (European Southern Observatory), mostrano grumi di gas che ruotano intorno al nucleo del buco nero ad una velocità pari a circa il 30% di quella della luce, su un'orbita circolare appena al di fuori dall'orizzonte degli eventi. È la prima volta che si osserva materiale in orbita vicino al punto di non ritorno, con le osservazioni più dettagliate di sempre di materiale in orbita così vicina a un buco nero.

Lo strumento GRAVITY installato sul VLTI (l'interferometro del Very Large Telescope) è stato usato dai ricercatori di un consorzio di istituti europei per osservare lampi di radiazione infrarossa provenienti dal disco di accrescimento intorno a Sagittarius A*, l'oggetto massiccio nel cuore della Via Lattea. I lampi osservati forniscono la conferma, da lungo attesa, che l'oggetto al centro della nostra galassia è veramente un buco nero supermassiccio.

Mentre parte della materia nel disco di accrescimento - la cintura di gas in orbita intorno a Sagittarius A* a velocità relativistiche - può orbitare intorno al buco nero in tutta sicurezza, tutto ciò che si avvicina troppo è destinato a essere attirato al di là dell'orizzonte. Il punto più vicino a un buco nero in cui della materia possa orbitare senza essere irresistibilmente attratta verso l'interno dall'immensa massa è noto come l'orbita stabile più interna, e da qui hanno origine i brillamenti osservati. A proposito delle velocità relativistiche va ricordato che sono così grandi che gli effetti della Teoria della Relatività di Einstein diventano importanti. Nel caso di un disco di accrescimento intorno a Sagittarius A*, il gas si muove a circa il 30% della velocità della luce.

Queste misure sono state possibili solo grazie alla collaborazione internazionale e alla strumentazione all'avanguardia utilizzata. Lo strumento GRAVITY che ha reso possibile questo risultato combina la luce di quattro telescopi del VLT dell'ESO per creare un super-telescopio virtuale di 130 metri di diametro ed è già stato utilizzato per sondare la natura di Sagittarius A*.

All'inizio dell'anno, GRAVITY e SINFONI, un altro strumento installato sul VLT, hanno permesso allo stesso gruppo di misurare con precisione il passaggio radente della stella S2 mentre attraversava il campo gravitazionale estremo vicino a Sagittarius A* e per la prima volta ha rivelato gli effetti previsti dalla relatività generale di Einstein in un ambiente così estremo. Durante il passaggio ravvicinato di S2, è stata osservata anche una forte emissione infrarossa.

Questa emissione, da elettroni molto energici e molto vicini al buco nero, era visibile come tre brillamenti molto intensi e corrispondeva esattamente alle previsioni teoriche per i punti caldi (hot spot) in orbita vicino a un buco nero di quattro milioni di masse solari. La massa solare è un'unità di misura utilizzata in astronomia ed è uguale alla massa della stella più vicina a noi, il Sole. Ciò significa che Sagittarius A* ha una massa di 1,3 milioni di milioni di volte più grande di quella della Terra. Si pensa che i brillamenti provengano da interazioni magnetiche nel gas caldissimo che orbita intorno a Sagittarius A*. (red.)

Vedi

www.eso.org 

 

 

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