? 2018/06/04/ambiente/Tornado d'Italia - Heos.it Rivista scienze politica cultura salute

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Primo Piano

Nelle proiezioni dei dati scientifici di Ingv, Radboud University (Olanda) e della Sorbonne Université (Francia)

 Il Mediterraneo entro il 2050

crescerà almeno di 17 cm

 ambiente VEnezia acqua alta

20.08.19 - In uno studio dal titolo “Natural Variability and Vertical Land Motion Contributions in the Mediterranean Sea-Level Records over the Last Two Centuries and Projections for 2100”, pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista Water della MDPI, ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), della Radboud University (Olanda) e della Sorbonne Université (Francia) hanno osservato come potrebbe aumentare il livello del mare nel 2050 e nel 2100 in corrispondenza di nove stazioni mareografiche poste nel Mediterraneo centro-settentrionale, che ne misurano il livello a partire dal 1888.


Uno studio effettuato da giovani ricercatori dell’Università Statale di Milano ha comparato i dati dagli anni ‘80 del secolo scorso fino ad oggi

Sempre più scuri e vulnerabili

i ghiacciai dello Stelvio

Unimi Ghiacciai Stelvio Confronto  due ortofoto

29.07.19 - Parco Nazionale dello Stelvio: i ghiacciai del gruppo dell’Ortles-Cevedale sono sempre più "neri", vale a dire sempre più vulnerabili al cambiamento climatico.

Il picco di questi fenomeni estremi - 141 trombe d'aria e 76 marine - è stato registrato nel 2014

Tornado d'Italia


cnr tromba aria iesolo

Jeoslo (Ve), tromba marina (foto google.it)

04.06.18 - L'Italia delle 100 trombe d'aria e marine. Per la precisione sono 37 le prime e 71 le seconde. Le trombe marine si sviluppano principalmente in estate e autunno lungo la costa tirrenica, mentre per quelle terrestri si rilevano maggiormente sui litorali di Lazio e Toscana, nella pianura veneta e nel Salento. Il picco di questi fenomeni estremi - 141 trombe d'aria e 76 marine - è stato registrato nel 2014.

Il dato arriva dopo 10 anni di analisi ed è contenuto in un articolo pubblicato sull'International Journal of Climatology, rivista della Royal Meteorological Society. Lo studio è stato coordinato da Mario Marcello Miglietta dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isac) e Ioannis Matsangouras del Servizio meteorologico nazionale della Grecia.

"Le trombe marine si sviluppano principalmente in autunno e d'estate, con una densità di quasi un evento annuale ogni 100 km di costa. C'è tuttavia una forte variazione da zona a zona, con picchi di cinque eventi lungo la costa tirrenica. In diversi casi, più vortici sono stati visualizzati simultaneamente (sino a 13 allo stesso tempo)”, dice Miglietta, primo autore dell'articolo. E aggiunge: “Le trombe d'aria possono originarsi sulla terraferma o avere origine da trombe marine che si spostano sulla terra. I primi eventi hanno frequenza massima d'estate e a fine primavera e interessano maggiormente il nord Italia. I casi ‘marittimi’, che interessano le regioni peninsulari, sono invece più frequenti a fine estate e in autunno”.

La più alta densità di trombe d'aria si registra sulle coste di Lazio e Toscana, nella pianura veneta, nel Salento. In queste aree la densità di eventi è confrontabile con quella degli stati degli Usa con più alta frequenza. Tuttavia, si tratta principalmente di eventi deboli. I tornado significativi (di intensità pari o superiore al grado EF2 della scala Enhanced Fujita) sono meno frequenti ma sono stati comunque 24 in 10 anni, causando danni considerevoli (si pensi al tornado di Taranto del 2012 o a quello di Mira-Dolo del 2015) e in alcuni casi anche delle vittime.

“Purtroppo solo in pochi stati europei esistono procedure di allerta in caso di tornado. Vista la gravità dei danni che possono causare, sarebbe opportuno in futuro un maggiore interesse verso questo tipo di eventi”, conclude Miglietta. (red)

vedi www.cnr.it  

 

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