? Polo nazionale di ricerca sulla fusione nucleare, presentate nove proposte per ospitare il sito - Heos.it Rivista scienze politica cultura salute

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Nelle proiezioni dei dati scientifici di Ingv, Radboud University (Olanda) e della Sorbonne Université (Francia)

 Il Mediterraneo entro il 2050

crescerà almeno di 17 cm

 ambiente VEnezia acqua alta

20.08.19 - In uno studio dal titolo “Natural Variability and Vertical Land Motion Contributions in the Mediterranean Sea-Level Records over the Last Two Centuries and Projections for 2100”, pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista Water della MDPI, ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), della Radboud University (Olanda) e della Sorbonne Université (Francia) hanno osservato come potrebbe aumentare il livello del mare nel 2050 e nel 2100 in corrispondenza di nove stazioni mareografiche poste nel Mediterraneo centro-settentrionale, che ne misurano il livello a partire dal 1888.


Uno studio effettuato da giovani ricercatori dell’Università Statale di Milano ha comparato i dati dagli anni ‘80 del secolo scorso fino ad oggi

Sempre più scuri e vulnerabili

i ghiacciai dello Stelvio

Unimi Ghiacciai Stelvio Confronto  due ortofoto

29.07.19 - Parco Nazionale dello Stelvio: i ghiacciai del gruppo dell’Ortles-Cevedale sono sempre più "neri", vale a dire sempre più vulnerabili al cambiamento climatico.

Polo nazionale di ricerca

sulla fusione nucleare,

presentate nove proposte

per ospitare il sito

 

enea DTT

Immagine artistica del Divertor Tokamak Test facility (DTT) (foto enea.it)

 

01.02.17 - Si è chiusa la prima fase del percorso avviato da ENEA con il bando (scadenza 31 Gennaio) per ospitare il Divertor Tokamak Test facility (DTT), il più grande polo nazionale di ricerca sulla fusione nucleare che prevede investimenti per 500 milioni di euro. All'Enea a conti fatti sono pervenute nove proposte dalle regioni che hanno risposto presentando formale candidatura. Eccole: Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna con un sito in tandem con la Toscana, Lazio, Liguria (con due siti), Piemonte, Puglia e Veneto.

“Adesso si apre la fase della valutazione, attraverso un percorso pubblico di massima trasparenza e partecipazione, per individuare l’area che, sulla base di criteri oggettivi e di analisi costi/benefici, presenta le migliori caratteristiche tecniche, scientifiche ed economiche”, sottolinea il presidente ENEA, Federico Testa. E aggiunge: “Per assicurare la massima terzietà ed obiettività, nonché la qualificazione tecnico-scientifica di tutto il processo, a presiedere la commissione aggiudicatrice è stato chiamato Alessandro Ortis, ingegnere, ex direttore generale del Ministero dell’Industria, già presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas e vicepresidente dei Regolatori europei”.

La Commissione di esperti dovrà esaminare le proposte e valutarne la rispondenza ai requisiti essenziali del bando - come ad esempio un’estensione tra 4 e 6 ettari, la compatibilità con il piano regolatore urbanistico, le certificazioni ambientali, la presenza di infrastrutture e aree industriali e le eventuali sinergie con queste – e poi elaborare una graduatoria.

Le ricadute sul territorio

Con un investimento di circa 500 milioni di euro, si stima che DTT potrà avere un ritorno nel tempo sul territorio ospitante di circa 2 miliardi di euro e impiegherà oltre 1.500 addetti, tra diretti e indotto. Le sfide in campo sono assai complicate: gestire i grandi flussi di potenza prodotti dal plasma combustibile e testare nuovi materiali, come i metalli liquidi, a prova di temperature elevatissime. Lo scopo finale della ricerca sulla fusione nucleare è di mettere al servizio del pianeta la stessa fonte di energia che alimenta il Sole e le stelle, grazie all’impiego di un combustibile inesauribile e facilmente reperibile: l’acqua.

Essere riusciti a realizzare il DTT in Italia – riprende Testa – è un successo a livello internazionale, frutto della lunga tradizione ENEA nel campo dell’energia e della ricerca avanzata, a conferma della capacità di acquisire grandi progetti per poi svilupparli insieme alle nostre filiere produttive di eccellenza. Ma è un risultato importante - conclude - anche per le ricadute sul territorio, sul sistema delle imprese e, soprattutto, per le grandi sfide della decarbonizzazione e della lotta alla povertà energetica, grazie ad una fonte rinnovabile, sicura ed economicamente competitiva, in grado di sostituire le fonti fossili”.

I numeri della DTT

Ideato dall’ENEA in collaborazione con CNR, INFN, Consorzio RFX, CREATE e alcune prestigiose università, DTT farà da “trait d’union” tra i grandi progetti internazionali ITER, il reattore a fusione da 20 miliardi di Euro in costruzione a Cadarache nel Sud della Francia frutto della collaborazione di 35 Paesi, e DEMO, il reattore che dopo il 2050 dovrà immettere in rete energia elettrica da fusione nucleare.

Dal punto di vista operativo, DTT sarà un cilindro ipertecnologico alto 10 metri con raggio 5, all’interno del quale saranno confinati 33 metri cubi di plasma alla temperatura di 100 milioni di gradi con una intensità di corrente di 6 milioni di Ampere (pari alla corrente di sei milioni di lampade) e un carico termico sui materiali fino a 50 milioni di watt per metro quadrato, oltre due volte la potenza di un razzo al decollo.

Il plasma “scaldato” lavorerà ad una temperatura di oltre 100 milioni di gradi, i 26 km di cavi superconduttori, in niobio e stagno e i 16 km di quelli in niobio e titanio, distanti solo poche decine di centimetri, saranno a 269 °C sotto zero.

All’interno di DTT, i materiali superconduttori di ultima generazione realizzati dall’ENEA in collaborazione con l’industria di settore, consentiranno al plasma di raggiungere una densità di energia confrontabile a quella del futuro reattore DEMO. Elemento chiave e bersaglio di tutta la sorgente di potenza, sarà il divertore realizzato in tungsteno o metalli liquidi, rimuovibili grazie a sistemi di remote handling.

Italia leader nella ricerca sulla fusione

La localizzazione di DTT in Italia conferma la leadership del nostro Paese nel settore della fusione e dei grandi programmi di ricerca internazionali: DEMO, Broader Approach e ITER, l’International Thermonuclear Experimental Reactor in qualità di partner EUROfusion e Fusion for Energy (F4E), le agenzie europee di settore.

Il Dipartimento Fusione e Tecnologie della Sicurezza Nucleare dell’ENEA e i Centri di Ricerca di Frascati e del Brasimone sono un punto di eccellenza a livello nazionale e internazionale nel campo della superconduttività, dei componenti interfacciati al plasma, della neutronica, della sicurezza, del remote handling, della fisica del plasma e nella realizzazione di impianti per lo studio dei plasmi a confinamento magnetico e macchine per la fusione come il Frascati Tokamak (FT) e il Frascati Tokamak Upgrade (FTU).

Dalle attività sulla fusione negli ultimi 20 anni sono nati oltre 50 brevetti con ricadute significative per lo sviluppo e la competitività delle industrie nazionali; inoltre ENEA coordina il programma nazionale di ricerca sulla fusione e ICAS (Italian Consortium for Applied Superconductivity) che ha un ruolo attivo nella produzione di componenti nell’ambito del Broader Approach e di ITER. (red)


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