? “Effetto serra. Effetto Guerra” - Heos.it Rivista scienze politica cultura salute

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Alzheimer, con la tomografia

ad emissione di positroni (Pet)

diagnosi precoce

07.12.17 - Si è aggiunto un altro mattone all'uso della tomografia ad emissione di positroni (Pet) per evidenziare eventuali alterazioni anatomiche ippocampali o corticali, caratteristiche della malattia di Alzheimer.


Editoria, i dati Censis

su calo dei consumi editoriali

e crescita fake news (bufale)

07.12.17 - Il dato: solo il 35% degli italiani legge un quotidiano. I lettori stanno traslocando sempre più in internet, dove a più della metà degli utenti è capitato di dare credito a notizie false circolate nel web.

“Effetto serra. Effetto guerra” 

di Grammenos Mastrojenni - Antonello Pasini
Edizioni Chiarelettere Set. 17 pp. 168 Euro 15,00

 

cnr libro effettoserra effettoguerra

 

22.09.17 - Continue ondate migratorie aprono scenari a cui non eravamo preparati, e paiono il preludio a esodi di interi popoli. Le aree dove questi sommovimenti si originano hanno tutte qualcosa in comune: il clima che cambia, il deserto che avanza e che sottrae terreno alle colture mettendo in ginocchio le economie locali. Clima e guerre, clima e terrorismo. È difficile tracciare una precisa concatenazione di cause ed effetti fra il riscaldamento globale e i singoli eventi che ci hanno traumatizzato recentemente, ma una cosa è ormai certa: i clima che cambia contribuisce al disagio e all'aumento della povertà di intere popolazioni, esposte più facilmente ai richiami del terrorismo e del fanatismo. In tutto questo, l'Italia è in prima linea: lo sanno bene a Lampedusa. Per questo un climatologo e un diplomatico - così lontani, così vicini - hanno preso la penna giungendo alle stesse conclusioni: se abbandoniamo i più poveri da soli alle prese col cambiamento climatico, non solo facciamo finta di non capire ciò che ci insegnano la moderna scienza del clima e l'analisi geopolitica - che siamo tutti sulla stessa barca e che i problemi sono interconnessi e hanno una dinamica globale -, ma lasciamo anche crescere un bubbone di conflittualità che prima o poi raggiungerà pure noi; i primi migranti del clima lo sanno bene. Prendere coscienza dei rischi di un clima impazzito può favorire un'operazione di pace, integrazione e giustizia di portata inedita.

Alcuni passi tratti dal libro.

E se «effetto serra» facesse rima con «effetto guerra»? Cosa potrebbe comportare, sul piano geopolitico ed economico, il cambiamento climatico (così come molte altre alterazioni ambientali)? La comunità internazionale si è resa finalmente conto del problema e lo prende sul serio: oggi il legame fra riscaldamento globale, pace e migrazioni è trattato dal G7, dalle Nazioni Unite, dall’Unione Europea, dalla Banca Mondiale e dagli stati, anche se ci sono voluti molti, troppi anni. Sono 79 i conflitti per i quali il centro studi tedesco Adelphi, in un'indagine commissionata dal G7, ha individuato cause climatiche.
Negli ultimi dieci anni, i disastri naturali hanno colpito 1,7 miliardi di persone e ne hanno uccise 700.000. Dal 2008, una media di 26,4 milioni di persone all’anno sono state spinte a migrare da calamità naturali. Circa l’80 per cento di questi disastri è collegato al clima: in questo arco di tempo i disastri climatici hanno causato in media più di 100 miliardi di dollari di perdite economiche all’anno, una cifra che si prevede raddoppi entro il 2030.

Siccità molto prolungate mettono già oggi a rischio l’agricoltura di sussistenza che viene praticata in tanti paesi poveri.
Può tutto ciò innescare conflitti e creare migrazioni? Vi sono chiaramente altre cause di vario tipo, ma il driver climatico forse ci mette lo zampino.
Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), che si basa anche su dati dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), il cambiamento climatico potrebbe ridurre la produzione agricola fino al 30 per cento in Africa e al 21 per cento in Asia entro il 2050.

Gli autori. Grammenos Mastrojeni, diplomatico italiano. coordinatore per l'ambiente della Cooperazione allo sviluppo, partecipa ai negoziati internazionali sul clima, terre, biodiversità, acqua e oceani. Insegna Ambiente e Geostrategia in vari atenei. Da una ventina d'anni concentra la sua attenzione sui cambiamenti climatici del pianeta.

Antonello Pasini, fisico climatologo all' Istituto sull'inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (Iia-Cnr). Autore di numerose pubblicazioni specialistiche, insegna Fisica del Clima all'Università Roma Tre e Sostenibilità ambientale - aspetti scientifici all'università Grregoriana di Roma. Vicepresidente della Società italiana perr le scienze del clima, di recente ha vinto il premio nazionale di divulgazione scientifica con il blog "Il Kyoto fisso" per la rivista "Le Scienze". 

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