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25.05.17 - Il primato che non ti aspetti dalla Sardegna. In tutto il Mediterraneo, l'isola è l’area che potrebbe produrre più energia dal mare, con un potenziale sitmato di 13 kW per metro di costa, un valore molto simile agli Stati del nord Europa


 Un "cronometro" misura

la "libera uscita" degli elettroni

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 Il segreto alimentare

dei "Fuegini"

per sopravvivere

in ambienti estremi

 

uniroma1 fuegini

Le ricerche sul regime alimentare dei "Fuegini"  al Dipartimento di Biologia Ambientale  dell'università Sapienza di Roma

 

19.04.17 -  Per sopravvivere al freddo glaciale come quello antartico che cosa mangiavano i “Fuegini”, le antiche popolazioni della Terra del Fuoco? Nonostante un abbigliamento semplice, composto da un ridotto mantello di pelliccia queste popolazioni riuscirono con una alimentazione ricca di grassi animali a resistere ai rigidi inverni della regione. Ad aggiungere un nuovo tassello nella conoscenza di queste antiche popolazioni del Sud America, ormai estinte, ci ha pensato un team di ricerca guidato da Mary Anne Tafuri del Dipartimento di Biologia Ambientale della Sapienza, in collaborazione con ricercatori dell’Università di Firenze e del CONICET di Buenos Aires e Ushuaia che ha pubblicato recentemente i risultati di un’indagine paleonutrizionale su due importanti collezioni scheletriche provenienti dalla Terra del Fuoco.

Il lavoro, pubblicato su PLOSone, è basato sulla misurazione del rapporto isotopico di carbonio e azoto nel collagene delle ossa che ha permesso di ricostruire la dieta seguita dai Fuegini nel corso dell’ultimo millennio. Le serie scheletriche hanno offerto infatti la possibilità di studiare il variare della dieta di queste popolazioni, successivamente all’arrivo degli esploratori Europei e Nord Americani attratti anche dall’opportunità di sfruttamento dei pinnipedi (in questa zona soprattutto otarie) fonte principale di cibo per le popolazioni indigene.

I risultati della ricerca mostrano una sorprendente omogeneità nel regime alimentare dei Fuegini nelle fasi precedenti al contatto con gli Europei e successivamente al loro arrivo. Tale omogeneità è stata interpretata come segnale di adattamento delle popolazioni locali, che modificarono il proprio regime alimentare in modo da mantenere invariato il carico proteico sostituendo i pinnipedi, oramai depredati, con altre risorse (prevalentemente uccelli marini).

Le due collezioni oggetto di studio, risalenti al XIX secolo sono conservate nel Museo di Antropologia “G. Sergi” della Sapienza e nel Museo di Storia Naturale di Firenze; furono raccolte nel corso delle spedizioni dal navigatore ed esploratore piemontese, Giacomo Bove, in Patagonia sul finire dell’800.

I "Fuegini"

Furono chiamati “Fuegini” gli abitanti aborigeni della Terra del Fuoco, il vasto arcipelago situato all’estremità dell’America del Sud. Queste popolazioni comprendevano sia i gruppi arcaici del sud e dell'ovest, cioè Halakwùlup (Alakaluf) e Yámana, sia gli Ona, stanziati a est, affini ai Patagoni. Il nome deriva dai numerosi focolari che i primi navigatori occidentali videro sulle coste. I loro usi e costumi furono raccontati da Charles Darwin nel saggio “Viaggio di un naturalista intorno al mondo”.

Le due etnie, oggi estinte, si differenziavano antropologicamente per alcuni caratteri: più alti, con corpo robusto, testa mesomorfa, faccia affilata e molto sviluppata in altezza, gli Ona; statura piccola, cranio lungo con forti arcate sovraorbitali, faccia larga, pelle bruno-rossastra, gli altri. Queste popolazioni avevano uno straordinario adattamento al clima rigido della zona da loro abitata; indossavano, infatti, un abbigliamento ridottissimo anche durante l'inverno.

I "Fuegini" vivevano di pesca, di raccolta di molluschi e di caccia e usavano come abitazione semplici ripari di frasche. Le strutture sociali erano semplici: mancavano capi ed entità totemiche; la famiglia, monogama, era patrilineare, sebbene la donna godesse di una certa libertà; fondamentali i riti (officiati da una sorta di stregone privo di poteri) che tramandavano le consuetudini sociali, morali e religiose; entrambe le etnie credevano in un essere supremo.

Queste etnie furono decimate dall’incontro con gli Europei, dalle malattie, dall’impoverimento dell’habitat dovuto all’introduzione degli ovini, dalla concentrazione in nuclei abitativi stabili (le cosiddette reducciones missionarie). Le lingue parlate dai "Fuegini" appartenevano al gruppo dell’Araucano. (red)


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