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Nel vento dei buchi neri

c'è una culla per le stelle

 

eso stelle nate da venti buco nero

Rappresentazione artistica di stelle nate all'interno dei venti di un buco nero

 

28.03 - Scoperta la formazione di stelle all'interno di potenti flussi di materia espulsi dai buchi neri supermassicci al centro delle galassie. E' il risultato del lavoro di un gruppo di astronomi europei che ha utilizzato gli strumenti MUSE e X-shooter installati sul VLT (Very Large Telescope) all'Osservatorio dell'ESO al Paranal in Cile per studiare la collisione in corso tra due galassie, note con il nome collettivo di IRAS F23128-5919, a circa 600 milioni di anni luce dalla Terra. Il gruppo ha osservato il colossale vento o flusso di materia che si forma nei dintorni del buco nero supermassiccio al cuore della coppia di galassie e ha trovato la prima prova evidente che all'interno di questi venti si stiano formando delle stelle.

Questi flussi galattici sono spinti dall'enorme produzione energetica dei nuclei attivi e turbolenti delle galassie. I buchi neri supermassicci si annidano all'interno della maggior parte delle galassie e mentre divorano materia riscaldano allo stesso tempo il gas circostante e lo espellono dalla galassia ospite per mezzo di venti densi e potenti.

La radiazione delle stelle giovani fa risplendere il gas circostante in modo particolare. L'estrema sensibilità di X-shooter pertanto ha permesso all'equipe di eliminare ogni altra causa per questa luce, tra cui onde d'urti dovute al gas o il nucleo attivo della galassia.

Il gruppo di scienziati ha poi fatto una misura diretta e inconfondibile della presenza di una popolazione stellare appena nata nel flusso di materia Le stelle dovrebbero avere meno di poche decine di milioni di anni e l'analisi preliminare suggerisce che siano più calde e più brillanti delle stelle formate in ambienti meno estremi, come il disco galattico.

Come ulteriore prova, gli astronomi hanno anche determinato il moto e la velocità delle stelle. La luce della maggior parte delle stelle in questa regione indica che stanno viaggiando a velocità elevate allontanandosi dal centro della galassia - come è ragionevole aspettarsi per oggetti che si trovano nella corrente di un materiale in rapido movimento.

La scoperta fornisce nuove informazioni che potrebbero migliorare la nostra comprensione di alcuni fenomeni astrofisici, tra cui il modo in cui alcune galassie assumono la propria forma; come lo spazio intergalattico si arricchise di elementi pesanti; e anche da dove proviene la radiazione cosmica di fondo infrarossa ancora non spiegata.

Per quanto riguarda la forma delle galassie, quelle a spirale hanno una struttura a disco evidente, con un vasto rigonfiamento di stelle nel centro circondato da una nube diffusa di stelle chiamata alone. Le galassie ellittiche invece sono per la maggior parte composte da questi elementi sferoidali. Le stelle prodotte nei venti galattici che vengono espulse dal disco principale potrebbero dar luogo a queste strutture galattiche.

Sulla radiazione cosmica di fondo nell'infrarosso, occorre sottolineare che è simile alla più famosa radiazione cosmica di fondo nella banda radio, però consiste in un debole bagliore nella banda infrarossa dello spettro che sembra provenire da tutte le direzioni dello spazio. L'origine della luce vista nelle bande del vicino infrarosso, tuttavia, non è mai stata accertata in modo soddisfacente. Una popolazione di stelle prodotte nei flussi di materia e espulse nello spazio intergalattico potrebbe contribuire a produrla. I risultati della scoperta sono pubblicati dalla rivista Nature. (red)

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