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 150°. La battaglia del 24 giugno 1859: un’epopea da riscoprire
 e rivalutare

San Martino e Solferino, tre imperatori
a confronto
 

25.07.09 - La campagna di Crimea, il trattato di Parigi, la politica di Camillo di Cavour, gli errori del Governo di Vienna: tutte concause che portarono nella primavera del 1859 Napoleone III, con la sua Armata d’Italia, a combattere in Piemonte in Lombardia, accanto all’armata del Re di Sardegna Vittorio Emanuele II, contro le due armate austriache al comando dell’imperatore Francesco Giuseppe. Era la seconda guerra d’Indipendenza italiana.

LA BATTAGLIA di San Martino e Solferino, detta “dei tre sovrani” (Vittorio Emanuele II, Napoleone III e Francesco Giuseppe) ebbe inizio il mattino del 24 giugno 1859. Considerata una delle battaglie più sanguinose del Risorgimento, impegnò 285.000 uomini e 760 cannoni causando il sacrificio di oltre 20.000 vite umane. Per la prima volta vennero utilizzati la ferrovia per il trasferimento delle truppe ed il telegrafo come strumento di comunicazione. Nelle prime ore del 24 giugno l’armata franco-piemontese,convinta che l’esercito austriaco fosse in posizione aldilà del Mincio, si mise in moto. Francesco Giuseppe, volendo giocare sull’effetto sorpresa, ordinò di ripassare il Mincio. All’alba, all’insaputa l’uno dell’altro, i due eserciti si incontrarono all’altezza di Solferino. La battaglia si mostrò subito cruenta, si combattè attorno all’abitato, casa per casa, all’arma bianca. Verso mezzogiorno per la quarta volta i Piemontesi attaccarono la collina di San Martino tenendo le spalle alla ferrovia. Verso le 15 i Francesi costrinsero gli Austriaci a ritirarsi in Cavriana ... 

 

 

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Autorizzazione Tribunale di Verona n°1258 - 7  Marzo 1997