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Cultura
Articoli 2009 |
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Dopo la
cura “ricostituente” e le analisi non distruttive dell’Infn 18.07.09 - Il più grande tesoro monetale romano, ritrovato nel 1981 a Misurata, in Libia, adesso è fruibile in tutto il suo splendore grazie al lavoro dell’Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali (Itabc) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che ha coordinato il restauro, lo studio storico, l’analisi composizionale e la digitalizzazione di questo patrimonio. Il tesoro, composto da 108 mila monete, fu rinvenuto casualmente durante l’esecuzione di lavori agricoli, dentro grossi vasi (olle, brocche, anfore), sotterrati in prossimità di due archeo-edifici, a quel tempo facenti parte forse di un luogo di cambio dei cavalli del cursus publicus, il servizio per il trasporto di merci o plichi appartenenti allo Stato e di persone che viaggiavano per conto dell’amministrazione centrale. DATABILI tra il 294 e il 333 d.C., queste monete sono nummi (folles), ossia prodotti con una lega rame-stagno-piombo comprendente una piccola quantità di argento, caratterizzati da un arricchimento superficiale sottilissimo con il medesimo metallo. Anche se non è da escludere che il tesoro dovesse essere costituito da un numero maggiore di esemplari, si tratta più grande ritrovamento non solo di epoca romana, ma, probabilmente, di tutto il mondo antico ...
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