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in omaggio "Guida
ai Vini Veneti"
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| di Giuseppe Fortunati |
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Narnia e Narni |
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Weekend 2009
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Rovigo. La
grande mostra del 2010 di Palazzo Roverella 24.10.09 - Una grande mostra “svelerà” Mattia Bortoloni ponendolo a confronto con Piazzetta, Tiepolo, Balestra, Ricci e gli altri grandi del Settecento Veneto. Alcuni lo conoscono solamente per un'opera da Guiness: il più esteso affresco unitario di tutti i tempi e luoghi: 5.500 metri quadri di finissima pittura per l'enorme cupola ellittica (anch'essa da primato, essendo la più grande al mondo) del Santuario di Vicoforte, in Piemonte. Un'opera colossale, più o meno delle dimensioni di un intero campo da calcio, considerata il capolavoro del barocco piemontese, affrescata per celebrare la Beata Vergine e, insieme, la gloria di Casa Savoia. MATTIA BORTOLONI (Canda di Rovigo, 1696 - Bergamo, 1750), famoso, e molto richiesto in vita, è passato poi nel dimenticatoio, considerato "solo" come uno dei migliori aiuti di Giovan Battista Tiepolo, al punto che in non pochi capolavori del grande maestro è ancora oggi difficile distinguere ciò che si deve al pennello dell'uno o dell'altro. Negli ultimi 20 anni, studi più approfonditi hanno gradualmente portato a riscoprire la grandezza del tutto autonoma di Bortoloni. Oggi è possibile dire, senza remore, che egli fu artista straordinario, originalissimo, "soffocato" in vita e nella fama dall'aver operato con i titani dell'arte veneta del Settecento, dal veronese Balestra (di cui fu allievo) ai Tiepolo. Tra i capolavori esposti, vanno segnalate alcune opere giovanili del Tiepolo come la "Gloria di San Domenico" e le "Tentazioni di Sant'Antonio", accanto a prove di soggetto mitologico quali "Diana ...
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