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Ercolano,
tre secoli di scoperte 11.10.09 - Ercolano con Pompei e le ville di Oplontis (oggi Torre Annunziata), è stata dichiarata dall’Unesco nel 1997 “Patrimonio dell’Umanità”. Il motivo è perché con i suoi resti offre una testimonianza della vita e della società romana con tanta abbondanza di particolari e con l’immediatezza della conservazione da potersi ritenere unica al mondo. Le altissime temperature sviluppate dall’eruzione del Vesuvio hanno determinato a Ercolano un fenomeno di conservazione assolutamente originale e in larga misura privo di confronti anche nella stessa Pompei, al di là degli affreschi e delle sculture. Tutte le opere provenienti da questi scavi sono rimaste a Ercolano e, insieme a quelle scaturite dagli scavi eseguiti negli ultimi venti anni, fra cui la statua loricata di Nono Balbo, i rilievi arcaistici e la peplophoros e l’Amazzone dall’area della Villa dei Papiri. QUESTE SCULTURE saranno tutte in mostra e verranno poi esposte nell’Antiquarium di sito, la cui apertura al pubblico è prevista per la fine del 2009, offrendo un utile e non comune complemento alla visita. In occasione della mostra, l’atrio monumentale del Museo ritorna al suo antico decoro, rivivendo come spazio espositivo. Il percorso, comprende oltre 150 opere, è articolato in sezioni opportunamente definite da uno scenografico gioco di luci, che simboleggia la distanza tra la vita immortale degli dei e la caducità della vita umana. L’esposizione ha inizio con la viva luce, che illumina le figure di dei, eroi e delle dinastie imperiali, così come ci appaiono nelle sculture di Ercolano (in particolare quelle provenienti dall’Augusteum). Il percorso prosegue con una luce in graduale attenuazione nelle successive sezioni, dedicate alle illustri famiglie ...
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