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Padova. Musei Civici
agli Eremitani, dal 9 luglio 05.07.08 - Con il Crocifisso di Giotto la Pala di Santa Giustina del Romanino è il dipinto più celebre della pur ricchissima Pinacoteca dei Civici Musei di Padova. Questo capolavoro, di grandi dimensioni (è alto quasi sette metri e largo oltre tre metri e mezzo), opera cruciale nel percorso artistico del maestro lombardo, è stato sottoposto a un intervento che ha interessato tutte le superfici dipinte, la cornice e la struttura lignea formata da ben dodici tavole collocate su un telaio di cinque travetti orizzontali e sei verticali che, incastrati tra loro, si sono dimostrati “macchina” efficacissima atta a sostenere la vasta superficie dipinta limitandone flessioni e spanciamenti. LA PALA, RAFFIGURANTE la “Madonna con il Bambino e i santi Benedetto, Giustina, Prosdocimo, Scolastica; Pietà, santi Luca, Mattia, Massimo, Giuliano da Padova e tre santi martiri innocenti” fu commissionata a Girolamo da Romano detto Romanino (Brescia, 1485/86 ca - 1562) dalla potente comunità benedettina di Santa Giustina e la sua collocazione sull’altare maggiore della basilica (ora Coro Vecchio) risale esattamente a 494 anni fa (8 luglio 1514). Soppresso il monastero in seguito ai Decreti Napoleonici del 1810, l’opera restò al suo posto sino al 1866 - anno dell’annessione del Veneto allo Stato italiano - quando Andrea Gloria ne suggerì il trasferimento alla Pinacoteca Civica, insieme a numerose altre opere provenienti dal monastero ...
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