|
News |
| Attualità |
| Arte e cultura |
| Salute |
| Scienze |
| Storia |
| Scuola e lavoro |
| Spazio |
| Tecnologia |
| Viaggi e turismo |
| Società |
| Atlantide |
| Solar House |
|
I nostri prodotti |
| Libri |
| di Giuseppe Fortunati |
|
Narnia e Narni |
| Gadget |
![]()
![]() |

|
|
|
Esperto Internet: |
|
Consulente scientifico problematiche del restauro
valorizzazione dei beni culturali: |
|
|
|
Week-end - 2008 Testo completo in abbonamento al settimanale in pdf Heos.it € 17,00 / anno |
|
Firenze.
Palazzo Medici Riccardi fino al 26 maggio 31.05.08 - “Il Genio Fiorentino” va ad esplorare i processi creativi dei grandi artisti, che hanno fatto la storia di Firenze e dell’Italia intera. E lo fa attraverso una mostra dal titolo “Leonardo e Raffaello, per esempio… Disegni e Studi d’Artista” in cui sono esposti a Palazzo Medici Riccardi i disegni di grandi pittori, architetti e scultori come Leonardo, Raffaello, Botticelli, Perugino, Bronzino, ma ancora cartoni di Ludovico Carracci, Guido Reni e Federico Barocci, Francesco Hayez. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 31 agosto. Attraverso venticinque opere, in prevalenza disegni e cartoni, ma anche due codici e un dipinto, sarà possibile ripercorrere e indagare il percorso creativo dei grandi artisti e i mezzi con cui l’idea iniziale è andata nel tempo a prendere forma, raffinandosi sempre di più fino a far nascere l’opera definitiva. Tra l’altro la mostra si presenta come una straordinaria occasione per apprezzare la notevole collezione settecentesca di disegni riunita in un unico grande volume da Padre Sebastiano Resta, oggi custodita nella Biblioteca Ambrosiana di Milano e per mezzo di quella che lui stesso definiva una “Galleria Portatile” andare a creare una storia dell’arte attraverso il disegno, un percorso dietro l’opera definitiva. Il disegno è stato utilizzato come strumento di studio anche in epoca più moderna e la testimonianza viene data anche dal voluminoso corpus grafico di Francesco Hayez, che oggi è conservato all’Accademia di Belle Arti di Brera, di cui Hayez fu per molti anni direttore.
|
|
|