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Ravenna.
La mostra aperta fino al 5 ottobre 22.03.08 - L’otium ha sempre suscitato sentimenti contrapposti. Condannato a più riprese e poi bandito dalla cultura industriale, per secoli è stato nell’impero romano uno stile di vita elevato, considerato di pari valore rispetto al negotium. Noi moderni, invece, siamo sempre più schiavi del negotium, della velocità. Quest’antitesi radicale fra l’antico e il moderno, rende estremamente interessante e godibile il tema della mostra che RavennAntica, Comune di Ravenna e Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna organizzano nel Complesso di San Nicolò dal 15 marzo al 5 ottobre: “Otium. L’arte di vivere nelle domus romane di età imperiale”. L’esposizione illustra la vita nelle domus e nelle villae dei ceti più abbienti nel periodo che va dal I al III secolo dopo Cristo. Per le classi dominanti dell’epoca, l’otium è un complesso di attività intellettuali e meditative, ricreative e ristoratrici che rappresenta anche un elemento caratterizzante dello stile di vita, della libertà personale, della tempra morale. L’OTIUM E L’ANIMA. Lungi dall’essere disprezzato e demonizzato, l’ozio era considerato come essenziale libertà e come completamento rispetto agli obblighi del lavoro e agli impegni di carattere pubblico - ma non in contrasto con quelli - e quindi come possibilità di dedicarsi alla cura di sé. L’otium era lo spazio dell’anima e il luogo dei piaceri del corpo. Una condizione privilegiata e invidiabile. La massima aspirazione per un uomo che fosse in grado di trovare il ... |
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