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Le
infinite risorse della Chimica per valorizzare i residui e smaltirli 05.04.08 - Sviluppato un procedimento innovativo che utilizza la polvere di caffè esausto per produrre composti bioattivi ad alto valore aggiunto e un residuo suscettibile di ulteriore valorizzazione. Il procedimento è stato messo a punto per la prima volta da Roberto Lavecchia e Antonio Zuorro, ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Chimica dell’Università di Roma “La Sapienza”. Attualmente la quasi totalità dei fondi di caffè viene conferita in discarica come rifiuto indifferenziato, con le conseguenze economiche e ambientali che tale smaltimento comporta. Il processo sviluppato ne prevede invece l’uso come materia prima, a costo praticamente nullo, per ricavarne una miscela di polifenoli – composti naturali presenti in quantità significativa nella polvere di caffè esausto – e un residuo inerte utilizzabile in campo energetico o per la depurazione delle acque. Per le loro spiccate proprietà antiossidanti i polifenoli, o composti fenolici, sono già da tempo utilizzati nel settore farmaceutico, cosmetico e dietetico-alimentare. La possibilità di ottenerli da una materia prima di scarto, quali sono i fondi di caffè, potrebbe aprire nuovi interessanti scenari di sviluppo e di mercato...
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