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30.12 - E vedo colui che sta meditando la vendetta: un leone imbelle che si avvoltola nel letto, e stando in casa attende, ahimè, il ritorno del mio padrone; perché io porto il giogo, ora. La seconda lettura del ciclo Parole alate - che si terrà lunedì 10 gennaio in Aula Magna, promosso dal dipartimento di Scienze dell’Antichità dell'Università di Milano- porta in scena passi della tragedia Agamennone di Eschilo, come sempre interpretata da bravissimi attori teatrali. Al centro della lettura il ritorno di Agamennone in patria insieme alla schiava Cassandra, le lusinghe della moglie Clitennestra foriere della successiva vendetta consumata ai danni del vecchio marito macchiatosi del sacrificio della figlia Ifigenia per ottenere il favore degli dei nella guerra contro i Troiani. La lettura è affidata alla voce di Massimo Loreto (Coro/Corifeo), Alessandro Conte (Araldo), Giancarlo Dettori (Agamennone), Franca Nuti (Clitennestra) e Paola Della Pasqua (Cassandra). L’Agamennone
forma insieme alle Coefore e alle Eumenidi la trilogia dell’Orestea, dal nome di
Oreste, figlio di Agamennone e Clitennestra, che vendicherà a sua volta la morte
del vecchio padre per mano della moglie. È l’unica trilogia giunta integralmente
fino a noi e che ci restituisce un’idea di giustizia che in Eschilo si può
definire a buon diritto divina: le colpe dei personaggi del mito fanno parte di
una legge superiore di Giustizia (la Diche greca) e l’adempiersi
dell’infallibile volere di Zeus.
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