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Roma. Giovedì 25 novembre alle 18 alla
Fondazione Ugo La Malfa Via S. Anna 13
Piano Energetico Nazionale:
il ruolo del nucleare
11.11 - Nel mondo sono operanti 441 reattori nucleari per la generazione di
energia elettrica. Altri 61 sono attualmente in costruzione e 149 programmati.
Basterebbero questi pochi numeri per definire l’anomalia che connota l’Italia
per non avere centrali nucleari. Il nostro è l’unico grande Paese del mondo –
intendendo per grande chi produce più di 250 Twh l’anno – privo di generazione
da nucleare. Il costo di tale situazione è enorme. Non si tratta solo di un
costo dell’energia elettrica superiore del 25-30% alla media europea, ma della
decurtazione che questa differenza determina sul potere d’acquisto delle
famiglie, sulla competitività delle imprese, e quindi sullo sviluppo dell’intero
Paese. Insomma, per pagarci l’energia elettrica dobbiamo tutti consumare o
investire meno di quanto devono fare gli altri.
Questa divergenza rispetto alla storia energetica degli altri maggiori Paesi ha
prodotto pesanti conseguenze che, in assenza di decise iniziative, sono
destinate ad aggravarsi sempre più. Si calcola, infatti, che nei prossimi
vent’anni i consumi finali di energia raddoppieranno accentuando ancor più la
dipendenza dalla disponibilità di combustibili fossili e, più in particolare, da
gas e petrolio, ossia le fonti più costose e geopoliticamente instabili, che già
oggi alimentano oltre il 60% della generazione nazionale di energia.
Pur essendo un Paese che mezzo secolo fa era tra i più evoluti nella generazione
di energia elettrica da nucleare, l’Italia ha accumulato questo grave ritardo a
motivo di un vincolo culturale che per troppo tempo la politica ha assecondato.
Solo ora il governo si è risolto ad avviare un programma per la costruzione di
quattro centrali nucleari col fine di ridurre, o almeno contenere, la
divergenza, ed i relativi costi, rispetto ai Paesi con i quali ci possiamo
confrontare. Il piano è supportato da solide ragioni economiche, industriali e –
per quel che attiene il contenimento delle emissioni di CO2 – anche ambientali.
Ciò nondimeno, urta ancora contro una cultura diffusa restia ad accettare la
realtà dei dati economici, tecnologici, ambientali che i 441 reattori in
attività nel mondo hanno complessivamente consolidato.
La Fondazione Ugo La Malfa, nel quadro del suo Progetto Energia avviato fin
dall’anno passato, intende concorrere a diffondere una considerazione più
oggettiva e documentata, e soprattutto scevra da pregiudiziali ideologiche, del
bilancio tra costi e benefici che può essere prospettato per l’Italia nel suo
complesso dalla scelta, ancorché tardiva, di realizzare centrali nucleari per
coprire almeno un quarto del fabbisogno di energia elettrica prevedibile per il
2030.
Il convegno dà l'avvio al ciclo 2010-2011 sull’Energia.
L'incontro è presentato da Giorgio La Malfa e Salvatore Toriello.
Interverranno:
Sara Romano - Direttore Generale per l'energia nucleare, le energie rinnovabili
e l’efficienza energetica.
Enzo Gatta - Presidente Associazione Italiana Nucleare
Davide Tabarelli - Presidente Nomisma Energia
Giuseppe Zollino - Università di Padova – Comitato energia del 7° Programma
Quadro RST dell'Unione Europea
Il dibattito sarà trasmesso in diretta streaming video sul sito
www.fulm.org
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telefonare allo 0668300795
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