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L'Idrogeno nel 2009
di Andrea Pivatello
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Roma. Giovedì 25 novembre alle 18 alla Fondazione Ugo La Malfa Via S. Anna 13
Piano Energetico Nazionale:
il ruolo del nucleare


11.11 - Nel mondo sono operanti 441 reattori nucleari per la generazione di energia elettrica. Altri 61 sono attualmente in costruzione e 149 programmati. Basterebbero questi pochi numeri per definire l’anomalia che connota l’Italia per non avere centrali nucleari. Il nostro è l’unico grande Paese del mondo – intendendo per grande chi produce più di 250 Twh l’anno – privo di generazione da nucleare. Il costo di tale situazione è enorme. Non si tratta solo di un costo dell’energia elettrica superiore del 25-30% alla media europea, ma della decurtazione che questa differenza determina sul potere d’acquisto delle famiglie, sulla competitività delle imprese, e quindi sullo sviluppo dell’intero Paese. Insomma, per pagarci l’energia elettrica dobbiamo tutti consumare o investire meno di quanto devono fare gli altri.

Questa divergenza rispetto alla storia energetica degli altri maggiori Paesi ha prodotto pesanti conseguenze che, in assenza di decise iniziative, sono destinate ad aggravarsi sempre più. Si calcola, infatti, che nei prossimi vent’anni i consumi finali di energia raddoppieranno accentuando ancor più la dipendenza dalla disponibilità di combustibili fossili e, più in particolare, da gas e petrolio, ossia le fonti più costose e geopoliticamente instabili, che già oggi alimentano oltre il 60% della generazione nazionale di energia.

Pur essendo un Paese che mezzo secolo fa era tra i più evoluti nella generazione di energia elettrica da nucleare, l’Italia ha accumulato questo grave ritardo a motivo di un vincolo culturale che per troppo tempo la politica ha assecondato. Solo ora il governo si è risolto ad avviare un programma per la costruzione di quattro centrali nucleari col fine di ridurre, o almeno contenere, la divergenza, ed i relativi costi, rispetto ai Paesi con i quali ci possiamo confrontare. Il piano è supportato da solide ragioni economiche, industriali e – per quel che attiene il contenimento delle emissioni di CO2 – anche ambientali. Ciò nondimeno, urta ancora contro una cultura diffusa restia ad accettare la realtà dei dati economici, tecnologici, ambientali che i 441 reattori in attività nel mondo hanno complessivamente consolidato.

La Fondazione Ugo La Malfa, nel quadro del suo Progetto Energia avviato fin dall’anno passato, intende concorrere a diffondere una considerazione più oggettiva e documentata, e soprattutto scevra da pregiudiziali ideologiche, del bilancio tra costi e benefici che può essere prospettato per l’Italia nel suo complesso dalla scelta, ancorché tardiva, di realizzare centrali nucleari per coprire almeno un quarto del fabbisogno di energia elettrica prevedibile per il 2030.

Il convegno dà l'avvio al ciclo 2010-2011 sull’Energia.


L'incontro è presentato da Giorgio La Malfa e Salvatore Toriello.
 Interverranno:
Sara Romano - Direttore Generale per l'energia nucleare, le energie rinnovabili e l’efficienza energetica.
Enzo Gatta - Presidente Associazione Italiana Nucleare
Davide Tabarelli - Presidente Nomisma Energia
Giuseppe Zollino - Università di Padova – Comitato energia del 7° Programma Quadro RST dell'Unione Europea

Il dibattito sarà trasmesso in diretta streaming video sul sito www.fulm.org 
Info www.fulm.org 
telefonare allo 0668300795

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Autorizzazione Tribunale di Verona n°1258 - 7 Marzo 1997