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Ravenna.
Il capanno
di Garibaldi
Ravenna. Il "Capanno di Garibaldi"
Situato a 9 km da Ravenna, si raggiunge il capanno di Garibaldi dalla via Romea
nord, seguendo la strada per Porto Corsini e Marina Romea fino al cartello
turistico 'Capanno Garibaldi' da cui dista circa duecento metri. Il percorso
attraversa la zona industriale.
Dopo la caduta della Repubblica Romana, Garibaldi attraversò Terni, Todi,
Orvieto, San Marino, giunse a Cesenatico, dove si imbarcò con 250 uomini su 13
bragozzi, deciso a raggiungere Venezia. Intercettato dagli Austriaci, dopo vari
spostamenti, arrivò a questo Capanno, dove trovò rifugio nella notte fra
il 6 e il 7 agosto 1849.
Suggestiva memoria del Risorgimento, il Capanno costruito nel 1810 ad uso di
caccia e pesca, fu distrutto da un incendio nel 1911 ma subito ricostruito
fedelmente.
Il Capanno si trova nella Pialassa Baiona, riconosciuta "Zona umida di
importanza internazionale". Negli ampi chiari ormai prevalentemente salmastri
sostano varie specie di ardeidi, anatidi e limicoli. Qui si possono fare
avvistamenti interessanti; fra l'altro proprio in Pialassa la maggior parte
delle Garzette nidificanti a Punte Alberete trova alimenti per i suoi pulcini.
La storia del Capanno
Il Capanno del Pontaccio era stato costruito nel 1810 da Don Giuseppe Roncuzzi,
detto Don Masone, che lo adibiva a ricovero durante la caccia. Nel 1818 passò in
eredità al fratello Don Mariano Roncuzzi che, non essendo cacciatore, lo cedette
ai fratelli Camerani che, il 1° settembre 1834, lo vendettero ai signori
Domenico Guarini, Fabio Urbini e Francesco Grilli. Dopo pochi giorni bruciò e
per ricostruirlo furono associati altri tre cacciatori, tali Alessandro Fabbri,
Giovanni Santucci e Michele Galvani.
Il 13 aprile e il 13 maggio 1843 la parte del Grilli e quella del Galvani furono
vendute all'Ing. Paolo della Scala e al Conte Curzio Rasponi del Sale. Il 20
agosto 1867 fu acquistato per intero, per il prezzo di lire 150, dalla Società
dell'Unione Democratica per conservarlo quale memoria storica. Curzio Rasponi
rinunciò alla sua quota del prezzo. Scioltasi l'Unione nel 1874, alcuni soci di
essa ed altri patrioti romagnoli costituirono nel 1879, per iniziativa di Primo
Uccellini, la Società Conservatrice del Capanno Garibaldi, il cui primo statuto
fu approvato il 21 ottobre 1882.
In esso si legge che «la Società si compone di 52 cittadini il cui numero non
potrà aumentarsi. Cessando però di appartenervi qualcuno per morte o per altra
causa verrà surrogato da altro cittadino onesto e liberale, preferibilmente i
figli e fratelli dei soci defunti, i membri della Unione Democratica e coloro
che avevano prestato il braccio alla causa della Patria e della Libertà». Questa
norma con la quale si assicura la continuità ideologica del sodalizio è tuttora
in vigore.
Nella notte dal 3 al 4 novembre un incendio arrecò gravissimi danni al Capanno
che la Società Conservatrice fece ripristinare utilizzando i resti e
ricostruendo fedelmente le parti distrutte, volendo che restasse quale monumento
a ricordo dei fatti del '49 e quale omaggio all'Eroe e agli Uomini che
cooperarono al Risorgimento d'Italia ed anche come testimonianza di fedeltà ai
loro ideali.
Minacciato da invasione delle acque e ridotto in precarie condizioni dalle
ingiurie del tempo, il Capanno, nel 1972, fu materialmente sollevato dal vecchio
livello di circa m. 1,25 e protetto mediante riporto di terreno a rincalzo.
Il capanno è composto da due ambienti. Nel locale maggiore del piano terra c'è
il focolare e una scaletta in legno che porta al piano superiore formato da un
solaio pure in legno. Il locale più piccolo ha accesso separato, in origine
serviva come stalla degli animali coi quali i cacciatori raggiungevano il
Capanno. Ora è ricovero di attrezzi per la manutenzione. All'esterno sono murate
quattro lapidi le cui iscrizioni sono riprodotte all'inizio di questa memoria
illustrativa. All'interno sono conservati alcuni icordi garibaldini.
Il Capanno è compreso nell'elenco degli edifici monumentali per la Provincia di
Ravenna. Il 2 giugno, anniversario della morte dell'Eroe, il Capanno è aperto al
pubblico per l'annuale e tradizionale pellegrinaggio promosso dalla Società
Conservatrice che, per la circostanza, pubblica un manifesto commemorativo. Il
capanno Garibaldi è facilmente raggiungibile dei 9 centri balneari di Ravenna:
Casalborsetti, Marina Romea, Porto Corsini, Marina di Ravenna, Punta Marina
Terme, Lido Adriano, Lido di Dante, Lido di Classe e Lido di Savio.
Info. Ingresso gratuito.Giorni di chiusura: lunedì e venerdì tutto il giorno
Orario di apertura: 9.30 - 12.30; 14.30 - 17.30
Luglio e Agosto Giorni di chiusura: lunedì e venerdì tutto il giorno e domenica
mattina.
Orario di apertura: 13.00 - 19.00
Info. Cooperativa Pensiero E Azione Soc.Coop.A R.L.
Tel: 0544 212006 Orari: 8.30 alle 12.30 tutti i giorni feriali
www.capannogaribaldi.ra.it/
mailto:redturismo@comune.ra.it
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