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Storia - Articoli 2009 |
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L’ indimenticabile Repubblica Romana di Romano Bracalini 24.01.09 - La Repubblica romana del 1849 ebbe vita breve (dal 9 febbraio al 3 luglio), ma il suo ricordo vive e risplende man mano che passa il tempo. Fu una esperienza esaltante e intensa; e forse ancora oggi- nel 160° anniversario della sua proclamazione- non sono stati valutati appieno la portata e il significato di quell’avvenimento rivoluzionario che vide affluire sotto le sue bandiere tanti patrioti da ogni parte d’Europa e non tutti erano repubblicani. Da Roma partiva un moto moderno che “avrebbe dovuto rinnovare l’Italia e farla diventare un faro per l’intera umanità”. Compito al tempo stesso grandioso e illusorio. Si trattava nientemeno di sottrarre l’Italia a due antitetiche tentazioni, entrambe fatali e perniciose: l’una era la monarchia di Savoia che pretendeva di interpretare a proprio vantaggio politico, senza proporsi di cambiare niente, le spinte e le aspirazioni all’unità che erano state una prerogativa del campo repubblicano; l’altra era la chiesa cattolica che per secoli aveva costituito l’unico riferimento del paese succube e spezzettato in tanti staterelli e principati ostili tra loro, il solo collante unitario in mancanza di uno straccio di programma comune. Ma in quell’inizio di 1849 il principio laico-repubblicano sembrava prevalere sul quello dinastico-confessionale propiziato dalla sconfitta militare sabauda nella guerra del ’48 e dalla parallela caduta del potere temporale. Pio IX era fuggito a Gaeta, sotto la protezione del Borbone. Roma senza papa non era un affare da poco. LA CITTÀ SEMBRAVA una gigantesca piazza d’armi, senza più l’ombra di un prete, i religiosi messi sull’avviso avevano gettato frettolosamente la tonaca e indossavano abiti civili. Tirava una brutta aria. L’aristocrazia nera aveva sbarrato i portoni. Ciò che accadeva non la riguardava. Giuseppe Mazzini era stato avvertito da un icastico messaggio di Goffredo Mameli: “Roma, repubblica, venite”. Il 5 marzo era entrato nella città eterna dalla porta del Popolo. Trovò entusiasmo eccessivo, clamore, le strade percorse da gruppi minacciosi. Repubblica! Repubblica. E volteggiavano bastoni e si levavano pugni. Mazzini dovette placare gli animi e ricondurli alla ragione ...
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