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Dall’Esa arriva una proposta che nei prossimi anni farà
discutere 13.12 - Nonostante le sue differenze, Venere ha molto in comune con la Terra, e dal nostro vicino planetario più prossimo possiamo imparare moltissime cose, che potrebbero rivelarsi utili in futuro. Un esempio tipico è la recente scoperta fatta dal Venus Express dell'Agenzia spaziale europea (ESA) riguardante lo strato di anidride solforosa ad elevata altitudine su Venere. Gli astronomi hanno finalmente rivelato il mistero dello spesso strato di nubi che da tanto tempo confondeva gli scienziati. Venere è avvolto da una cortina di nuvole acide che si muovono rapidamente e ci impediscono di vedere la sua superficie. Le nuvole dense riflettono nello spazio circa l'80% della luce ricevuta dal Sole. L'interpretazione di questo fenomeno da parte degli scienziati è che Venere possiede un'albedo molto alta (la frazione di luce solare incidente che viene riflessa). Ecco perché è così facile da vedere ad occhio nudo ed è stata anche per lungo tempo considerata una stella e non un pianeta. Lo spesso strato di nuvole di Venere si forma a circa 50 kilometri (km) dalla superficie del pianeta, quando l'anidride solforosa proveniente dai vulcani si combina con l'acqua per formare acido solforico, una delle sostanze più corrosive nel mondo naturale. La rimanente anidride solforosa viene rapidamente distrutta dalla radiazione solare oltre i 70 km. Ma rimane un enigma: gli scienziati non sono riusciti a determinare né perché ci fosse anidride
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