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I mondi classici e quelli quantistici 21.11.09 - Perché non possiamo essere in due posti nello stesso momento? La risposta più semplice è: perché gli oggetti di grandi dimensioni non sembrano essere soggetti alle stesse leggi stravaganti della meccanica quantistica che regolano le particelle subatomiche. Ma quanto grande deve essere un oggetto perché possa sfuggire alle leggi della fisica quantistica? La risposta potrebbe essere contenuta nelle ancora misteriose increspature nello spazio-tempo. La posizione di confine tra il mondo classico e quantistico è un mistero di lunga data. Una idea è che tutto ciò che inizia come un sistema quantistico, esista in una sovrapposizione di stati dell’oggetto. Questo renderebbe tale oggetto capace di essere, per esempio, in molti luoghi contemporaneamente. Ma quando questo sistema interagisce con l’ambiente, essa collassa in un unico stato classico - un fenomeno chiamato decoerenza quantistica. Brahim Lamine dell’istituto Pierre e Marie Curie di Parigi, e colleghi, afferma che la responsabilità di questa decoeranza si deve ricercare nelle onde gravitazionali. Queste onde presenti nel tessuto stesso dell’universo sono state generate dalla sua rapida espansione subito dopo il Big Bang, come pure dai violenti eventi astrofisici come i buchi neri in collisione ...
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