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Il satellite Fermi ha visto nei raggi
cosmici più elettroni di alta energia di quanto ipotizzato dagli scienziati 09.05.09 - Potrebbe trattarsi del prodotto di una sorgente astrofisica di particelle particolarmente potente ed energetica (come una pulsar), vicino a noi ma ancora sconosciuta. Potrebbe per anche essere un nuovo segnale di materia oscura, dopo quello che sembra essere stato osservato dall'esperimento orbitante Pamela (a guida italiana) e i cui risultati sono stati recentemente pubblicati da Nature. Sono i grossi quesiti sollevati dal satellite Fermi, la missione della Nasa alla quale l'Italia partecipa con l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN, con le sezioni di Trieste/Udine, Padova, Pisa, Perugia, Roma2 e Bari ) e l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), dopo che gli strumenti hanno registrato nei raggi cosmici un eccesso di elettroni di altissima energia rispetto a quello che i ricercatori si aspettavano. I ricercatori, utilizzando in maniera innovativa il rivelatore LAT (Large Area Telescope) collocato a bordo del satellite, hanno misurato con grandissima precisione la distribuzione del flusso di elettroni che arrivano fino a noi in funzione della loro energia, cioè il loro spettro. Gli elettroni, a differenza degli altri raggi cosmici, perdono molta parte della loro energia durante il loro viaggio nella galassia interagendo con i campi magnetici e la radiazione interstellare. Dal momento che non conosciamo sorgenti di particelle energetiche molto vicine a noi, il flusso avrebbe dovuto essere prevalentemente “soffice”, ossia particolarmente ricco di elettroni di bassa energia. Invece lo spettro degli elettroni osservato è caratterizzato da un'abbondante componente di altissima energia (che arriva fino a 1 TeV, mille miliardi di elettronVolt). Questo studio, oltre a toccare problematiche tradizionali di astrofisica (come l’origine, la propagazione e l'interazione dei raggi cosmici con il materiale interstellare, e i
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