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Spazio - 2008
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Si chiama “Urto dell’interruzione”
È il capolinea del Sistema Solare 02.08.08 - Nel dicembre 2004, agli estremi del nostro sistema solare, la navicella spaziale Voyager 1 incontrò qualcosa che non aveva mai visto nel corso dei ventisette anni passati in giro per il sistema solare, ossia: un urto invisibile che si forma quando il vento solare si scontra con il gas nello spazio interstellare. Questo confine, chiamato “Urto dell’interruzione” (“termination shock”), segna l’inizio della frontiera ultima del nostro Sistema Solare: una vasta distesa di gas turbolento e di campi magnetici rotanti. UN TEAM SPONSORIZZATO dalla NASA sta sviluppando un metodo per vedere meglio questa zona per la prima volta. Allo stesso modo in cui un artista impressionista crea un’immagine da un’innumerevole quantità di piccoli colpi di pennello, così si comporterà il nuovo veicolo spaziale creato appositamente dalla NASA (IBEX, Interstellar Boundary Explorer), il quale raccoglierà e metterà insieme gli atomi ad alta velocità che sono irradiati da questa zona per dare vita ad una sua rappresentazione. David J McComas (Southwest Research Institute, S. Antonio, Texas, USA), il primo ricercatore dell’IBEX, parlando con la stampa Usa ha detto: «IBEX ci permetterà di portare a termine la prima osservazione globale della zona oltre “l’Urto di interruzione”, ai confine estremi del nostro Sistema Solare. Questa è una zona molto critica, in quanto fa da scudo alla Terra ed agli altri pianeti della maggior parte dei raggi cosmici mortali. E ha aggiunto: «L’IBEX ci permetterà di vedere la nostra casa nella galassia per la prima volta, consentendoci di esplorare in che modo si è sviluppata nel corso della storia del nostro Sistema Solare. Inoltre consentirà di fare i primi studi su quello che potrebbe esserci al di là dei confini del nostro Sistema Solare, verso le frontiere della galassia». LO SPAZIO NON È VUOTO...
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